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“Molto preoccupato” per l’atteggiamento del Lingotto, visto che non vede la determinazione della casa automobilistica a superare la crisi con gli investimenti. Al ministro la politica sembra continuare a piacere.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Passera lancia alert Fiat. E non esclude candidatura elezioni

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Ha avuto inizio oggi a Doha la seconda settimana di negoziazioni alla COP18, con l’arrivo al Qatar National Convention Center di ulteriori delegati che indirizzeranno le discussioni sugli aspetti politici.

La prima settimana, caratterizzata principalmente da meeting tecnici, ha visto un sostanziale stallo nelle negoziazioni per il secondo periodo d’impegno del Protocollo di Kyoto (KP). Canada, Russia, Giappone, Nuova Zelanda e Turchia si sono aggiunti agli Stati Uniti nella lista dei paesi che non vi aderiranno, lasciando così la palla in mano ad Unione Europea (che ha riconfermato il pledge del 20%, già raggiunto nel 2011), Cina ed Australia, con quest’ultima che però ha presentato un obiettivo di riduzione irrisorio: 0,5% di riduzione delle emissioni entro il 2020.
Mantenere in vita il Protocollo di Kyoto è fondamentale, in quanto rappresenta l’unico accordo globale legalmente vincolante in merito a misure di mitigazione.

No, non sono d’accordo. Non trovo accettabile mettere alla berlina qualcuno solo perché non parla bene l’italiano. Dare in pasto al pubblico ludibrio il filmato dell’onorevole Isidori che prende la parola alla Camera, legge un appunto e si produce in una collezione di svarioni, facendo notizia del numero che hanno visto il filmato, è banale, stupido, inutile razzismo.

D’accordo, non parla italiano da accademico della crusca e allora? Non è un prerequisito per essere deputato. Non importa come dice le cose, interessa il contenuto. Per capirlo basta fare un minimo sforzo e le cose che ha detto hanno senso, dimostrano passione. L’italiano non sarà il suo forte però, probabilmente, conosce molto bene il suo vernacolo, tanto da fare campagna in modo efficace visto che è stato democraticamente votato ed eletto.

Roma, 30 nov. – (Adnkronos) – Nella corsa al regalo natalizio, il rischio di incappare in un ‘tarocco’ c’è: dall’agroalimentare ai gioielli made in Italy, il sistema della contraffazione in Italia vale circa 7 miliardi di euro l’anno ed è un fenomeno trasversale, dunque, che ha visto la Guardia di Finanza sequestrare “nei primi 10 mesi nel 2012, 80 milioni di prodotti contraffatti contro i 105 milioni del 2011, cifra che verosimilmente supereremo visto che è nel periodo natalizio che si intensificano controlli e sequestri”, sottolinea Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia delle Dogane.

E’ proprio durante le feste natalizie che la fantasia dei contraffattori dà libero sfogo alla propria creatività con conseguenze negative tanto sull’economia italiana quanto sulla salute, soprattutto se si pensa che il rischio è di far giocare i bambini con un giocattolo non sicuro o ritrovarsi, sulla tavola imbandita per la Vigilia, un falso polpo verace. Ecco alcuni consigli da seguire durante lo shopping natalizio, per scongiurare il rischio di ritrovarsi con un tarocco sotto l’labero (o al cenone).

Partiamo dai giocattoli, perché sono sempre i bambini i protagonisti indiscussi del Natale. I consigli per gli acquisti prevedono di accertarsi che sul giocattolo sia presente la marcatura Ce, che indica che il prodotto è conforme a tutte le disposizioni comunitarie che prevedono il suo utilizzo. Bisogna poi assicurarsi che le indicazioni relative al prodotto, obbligatorie, siano in italiano, e che sia indicata la provenienza (ovvero la tracciabilità di chi ha immesso il prodotto nella Comunità Europea). La sicurezza, però, si ha soprattutto acquistando i giocattoli da rivenditori di fiducia.

Anche se scegliamo di regalare un capo di abbigliamento, e l’idea è di acquistarne uno griffato, è bene rivolgersi ai negozi qualificati, altrimenti meglio fare acquisti nelle grandi catene che copiano le tendenze dell’alta moda, ma lo fanno nel solco della legalità e assicurando posti di lavoro, piuttosto che comprare sulle bancarelle. Il consiglio arriva da Laudomia Pucci, responsabile della Commissione lotta alla contraffazione della Camera nazionale della moda italiana, che ricorda che “la stile e il lusso made in Italy sono il petrolio del nostro Paese” e quindi vanno tutelati.

Anche quello orafo è un settore sotto attacco, fenomeno che colpisce “i grandi gruppi per il 30-40% dei loro volumi di affari, ma anche i piccoli artigiani”, spiega Stefano De Pascale, direttore di Federorafi. Difficile, in questo settore, distinguere alla prima occhiata un prodotto falso da un originale, ma a parte il valore dell’oggetto (dopo un breve utrilizzo, ad esempio, l’oro bianco del ‘tarocco’ perde la patina e si rivela rame) ci sono anche rischi per la salute visto che il tarocco “potrebbe non essere conforme alle direttive Ue sul rilascio di nichel”.

La prima regola, in questi casi, è assicurarsi che sul prodotto siano presenti i marchi di legge (il codice alfanumerico di Stato che identifica il produttore e il marchio sul contenuto di oro); la seconda regola è di rivolgersi a un canale qualificato per gli acquisti e, infine, fare particolare attenzione agli acquisti su internet.(segue)

(Adnkronos) – E infine, l’agroalimentare. Per il cenone della Vigilia, tradizionalmente a base di pesce, sarà meglio fare attenzione perché anche qui i tarocchi non mancano. Nel 2011 la Guardia di Finanza ha sequestrato 26 mila kg di pesce contraffatto, nel 2012 siamo già oltre i 50 mila.

Si va dal finto polpo verace, proveninete dalla Cina ma spacciato per italiano, al pesce ghiaccio venduto come bianchetto, al pangasio spacciato per filetti di merluzzo ma pescato nei fiumi più inquinati del Vietnam, fino alla verdesca spacciata per pesce spada. In quest’ultimo caso, il consiglio è di tenere gli occhi aperti: lo spada tagliato a fette deve mostrare quattro lunette nella sezione. Se non ci sono, non è pesce spada. Anche il pesce ha le sue etichette, nella pescheria di fiducia devono accompagnare il prodotto.

Anche i segretari hanno un cuore. E si commuovono pure. A Pierluigi Bersani non è riuscito a trattenere le lacrime quando durante la registrazione della puntata di Porta a Porta, ha visto un video che lo ha portato indietro nel tempo. In quelle immagini c’è un’intevista ai suoi genitori e soprattutto una al parroco di Bettola, don Vincenzo a cui Pier era molto legato. ”Un colpo basso”. Ha commentato così il segretario dopo aver visto il video. Don Vincenzo è lo stesso parroco che ieri sera Bersani ha citato durante il faccia a faccia con Matteo Renzi. Quando gli hanno chiesto “se c’è qualcuno a cui lui vorrebbe chiedere perdono”, Pier ha risposto “sì al mio parroco don Vincenzo, che ci rimase male quando fui promotore dello sciopero dei chierichetti”. Insomma fra ricordi e lacrime Bersani sembra proprio non voler abbandonare quel leit motiv cattolico che lo sta segnando durante tutta la campagna per le primarie del pd. Già durante il faccia a faccia con gli altri candidati su Sky, per il rpimo turno, Bersani aveva detto di ispirarsi a Papa Giovanni XXIII. Pier ormai vuole i voti dei cattolici. Li vuole sedurre pure con le lacrime. Casini è avvisato. Bersani con i preti di provincia ci ha sempre camminato a braccetto. Ma stavolta la lacrima scenderà agli elettori rossi del centrosinistra. e Renzi dovrebbe imparare che per fare il segretario del Pd deve cominciare a frequentare di più le chiese e meno i camper.

Osservato il più massiccio buco nero mai visto finora: ha una massa pari a 17 miliardi di volte quella del Sole e si trova nella galassia NGC 1277. Il buco nero scoperto costituisce oltre il 14 per cento della sua galassia, rispetto all’usuale 0,1 per cento. Lo studio della University of Texas di Austin è stato pubblicato sulla rivista ‘Nature’.

Ieri, mentre Firenze si allagava, il suo primo cittadino era impegnato con Vespa, verga il Fatto di oggi. Soltanto un paio di anni fa, in circostanze analoghe dovute a un’emergenza neve, si scoprì che la città era pressoché priva di spazzaneve e addirittura di sale… avete capito bene di sale. Ragion per cui molte persone, per esempio alcuni abitanti di Fiesole, vista & considerata la scarsità e/o l’inadeguatezza dei mezzi di soccorso a disposizione, si ritrovarono a dover passare la notte all’addiaccio, come capitò a me fiorentino doc & sic – visto che, se l’avessi potuto avrei abbandonato già da un pezzo questa piccola e povera città, come ebbe a definirla Marchionne poche settimane fa.

Avete presente Occupy Wall Street? Ecco: il contrario. È di casa, per così dire, nelle Borse. Muove capitali in bilico tra l’apertura di Tokyo e la chiusura di Parigi – “senza mai speculare sugli stati”, spiega, “ma solo sugli speculatori”. E una parte molto consistente di quello che guadagna lo redistribuisce ai poveri, con l’appoggio e il sostegno dei tre figli. “Non mi privo di niente”, puntualizza, “nemmeno del superfluo, e penso di non fare nulla di straordinario”. Sto parlando di un uomo che ho conosciuto proprio su questo blog.

Un ufo a Parigi? Se lo chiede il presidente uscente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, che dopo aver fotografato un topo nella metropolitana milanese chiedendosi se poteva essere più dannoso di un grillo, volge lo sguardo al cielo e immortala una luce che posta su Twitter. Il Celeste, che ultimamente ha organizzato anche concorso a premi sul social network che ha visto la consegna al suo 40milesimo follower di un maglione,  dodici ore fa postava questo tweet: “+++ UN UFO A PARIGI? Ho visto questa cosa nel cielo. Si muoveva. L’ho fotografata, poi è scomparsa +++”.  Il politico del Pdl, costretto a formare una nuova giunta dopo l’ultimo di una serie di scandali, è a Parigi per il Bie, l’Ufficio Internazionale delle Esposizioni che organizza le Esposizioni Universali e internazionali (Expo). 

Adesso è anche ufologo: al crepuscolo della sua carriera da governatore della regione Lombardia, Robertro Formigoni scova tracce dei passaggi alieni sulla terra. A Parigi per l’assemblea del Bie in qualità di Commissario generale di Expo, l’esponente del Pdl ha pubblicato su Twitter la foto di un disco luminoso sul tetto di un palazzo. “Un ufo a Parigi? – è il commento -. Ho visto questa cosa nel cielo. Si muoveva. L’ho fotografata, poi è scomparsa”. Su che cosa fosse l’oggetto non identificato avvistato da Formigoni rimane il mistero, ma di certo c’è che, dopo aver vagliato le strade del designer e dello stilista, il Celeste cerca nuove alternative per la sua carriera post-politica.

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