Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Ieri il premier Mario Monti, parlando con la stampa accanto al presidente francese Francois Hollande aveva fatto il “ganassa” commentando la discesa dello spread tra Btp italiani e bund tedeschi sotto quota 300 (a 292 punti base, esattamente), per la prima volta dallo scorso mese di marzo. “Ancora non basta – aveva spacconato il Prof – il mio obiettivo è scendere almeno a quota 287, che è la metà del valore che ho trovato quando arrivai a Palazzo chigi un anno fa”. Detto fatto: oggi lo spread ha (ancora una volta) volatto le spalle a Monti, risalendo sopra quota 300 e chiudendo poi a 302 punti base. Il calo di ieri era motivato dal sì del governo greco al buyback dei titoli di Stato detenuti dai privati. Insomma, quanto di più lontano da Monti e dall’azione del suo governo. Tanto che ono bastate 24 ore per riportare tutto come prime, alla faccia del Prof.

Oggi è un bel giorno per l’informazione ma anche per la politica che si riappropria (qualche volta succede) della sua funzione: approvare leggi che imprimono nell’ordinamento principi di equità
La Camera ha approvato infatti la legge sull’equo compenso dei cronisti e che, come hanno giustamente affermato in conferenza stampa Enzo Iacopino e Roberto Natale (Ordine dei Giornalisti e Federazione nazionale della Stampa) “mette fine alla schiavitù nel mondo dell’informazione”. 

 

Direttamente dalla Lapponia, l’Ice Hotel di Jukkasjärvi, vicino a Kiruna. Il più famoso e antico albergo europeo interamente di ghiaccio viene infatti creato da 23 anni, ogni volta con forme diverse. Viene creato, temperatura esterna permettendo, tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Temperatura interna: meno otto gradi. 

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Ecco l'albergo di ghiaccio più antico d'Europa

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Italia e Francia hanno firmato al vertice di Lione una dichiarazione congiunta in cui si conferma la realizzazione della Tav Torino-Lione “nelle tempistiche previste”. L’impegno che conferma la realizzazione del controverso progetto – i cui lavori dovrebbero cominciare ad inizio 2014 – è contenuto in una dichiarazione congiunta firmata dai ministri per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, e dei Trasporti, Frederic Cuviller.

Nel frattempo, la polizia italiana e la gendarmeria francese hanno fermato alla frontiera sei dei 12 bus di attivisti No Tav diretti a Lione per la manifestazione di protesta organizzata dal movimento in concomitanza con il vertice Italia-Francia. Terminati i controlli di rito i pullman sono ripartiti alla volta di Lione. A differenza di quanto avvenuto sabato scorso, questa volta nessun manifestante è stato respinto alla frontiera e tutti hanno potuto proseguire il viaggio. Le operazioni si sono svolte senza incidenti, anche se vi sono stati alcuni diverbi tra le parti.

Una messa cantata, in puro stile Rai-Tg1, che forse ha spostato qualcosa, ma più probabilmente no. A poche ore, ormai, dal ballottaggio, lo scontro Renzi-Bersani su Raiuno non ha regalato alcun colpo di scena (leggi il confronto tra i programmi dei due candidati). Tutto già sentito, tutto già detto. Tempi serrati, ricette diverse, molti punti di convergenza e ancora una volta distanze siderali e scintille soprattutto sulle alleanze.

L’euroscettico Regno Unito si conferma tale con l’ultimo sondaggio commissionato dall’Observer, la versione domenicale del Guardian. Ma è la prima volta che il risentimento e la diffidenza verso Bruxelles arrivano a un picco così elevato. Così ieri si è venuto a sapere che più della metà dei britannici voterebbe contro l’appartenenza del regno della regina Elisabetta II all’Unione europea, se solo si tenesse un referendum. Il 56% delle migliaia di persone intervistate dalla società di ricerca Opinium si è espresso contro il legame con l’Ue, una percentuale che sale al 68% fra appartenenti e simpatizzanti del partito conservatore, che sfiora il 45% fra chi vota per il partito laburista e che è sorprendentemente elevata, al 39%, anche per chi crede nel partito liberaldemocratico, da anni il più europeista di tutto.

Ci risiamo. Con frasi fatte o inesatte, ieri, durante la puntata del programma Otto e mezzo di Lilli Gruber, Bruno Vespa ha dimostrato una volta di più come spesso chi si scaglia contro la decrescita non abbia la minima idea di cosa sia. Fermarsi al termine con un “de” davanti, rimanendone schifati o scandalizzati, è molto più semplice. Non importa se dietro ci sono idee costruttive e proposte concrete e innovative che accomunano migliaia di persone.

Cosimo D’Amato fornì per la   prima volta il tritolo per le stragi mafiose nell’aprile del 1992,  circa un mese prima dell’attentato di Capaci in cui morirono il   giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti   della scorta. E’ questo quanto è stato emerso dalle indagini che  hanno portato all’arresto dell’ex pescatore di Santa Flavia, un  piccolo centro sul mare di Palermo Cosimo D’Amato avrebbe fornito   circa 800 kg di tritolo utilizzati poi per le stragi mafiose da Capaci  fino al fallito attentato dell’Olimpico del gennaio 1994. Dalle risultanze delle varie indagini e dalle perizie è stato calcolato che  complessivamente per le stragi mafiose del ’92-’93 fu utilizzato fra  1.280 e 1.340 kg di tritolo.

 Il pentito Ancora una volta nel corso di queste indagini le dichiarazioni del collaboratore di giustizia   Gaspare Spatuzza sono state fortemente riscontrate”. Lo ha detto il   procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi a proposito   dell’arresto che ha portato in carcere Cosimo D’Amato, l’uomo che   fornì l’esplosivo per le stragi mafiose del 1992-93.    Grazie ai riscontri fatti in base alle dichiarazioni di Spatuzza  è stato individuato il luogo in cui lo stesso D’Amato custodiva   l’esplosivo e il luogo in cui avvenivano i prelevamenti del tritolo da  parte di cosa nostra per compiere le stragi. D’Amato depositava il   tritolo estratto dalle bombe inesplose della seconda guerra mondiale   in alcuni magazzini di sua proprietà a Porticello, una località del   comune di Santa Flavia in provincia di Palermo.

Dopo aver attaccato gli integralisti islamici, questa settimana il giornale satirico franceso Charlie Hebdo, pubblica in prima pagina una vignette in cui ironizza sulle gerarchie cattoliche che sono contrarie al matrimonio per le coppie gay. L’uscita del giornale arriva pochi giorni dopo le affermazioni dell’arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois contro il progetto di legge che sarà presentato oggi dal governo. “Vingt-trois ha tre papà”, è il titolo della vignetta. Una copertina blasfema, in cui viene rappresentato un amplesso tra Dio e Gesù a sua volta sodomizzato dallo Spirito Santo. Indignata la reazione dei cattolici anche se da parte dei rappresentanti della Chiesa – come sottolinea Repubblica – non c’è stata nessuna replica ufficiale. Il quotidiano si difende rivendicano il diritto di satira. Non è la prima volta che Charlie Hebdo finisce al centro di polemiche per le sue vignette e le posizioni molti forte: a settembre l’uscita di nuove vigentte su Maometto avevano scatenato reazioni in tutto il mondo. “La libertà d’espressione non è una provocazione”, si giustifica il direttore del guiornale. 

 

Non è la prima volta e probabilmente non sarà l’ultima. Marina Berlusconi, come aveva già fatto il 9 maggio scorso, si scaglia contro Carlo De Benedetti per la questione Lodo Mondadori che ha visto, nel processo civile, il gruppo Berlusconi soccombente e condannato a pagare 564 milioni di euro. “Qualcuno dovrebbe spiegare all’ingegner De Benedetti che talvolta forse il silenzio è d’oro. Nel suo caso, per esempio, sul Lodo Mondadori” fa sapere con una nota la presidente Fininvest. Alla figlia maggiore di Silvio Berlusconi non sono andate giù le dichiarazioni di De Benedetti alla trasmissione ‘Che tempo che fa’.

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