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Voto

Nell’Unione Europea fanno peggio solo Grecia e Bulgaria, Italia si piazza 72esima nella classifica del rapporto di Transparecy International. Voto ben lontano dalla sufficienza e dalla media Ue.

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Corruzione: Italia come la Colombia, peggio di Romania

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Paolo Brosio domenica non è riuscito a votare per le primarie del centro sinistra perchè era fuori Italia. Domani, però, vorrebbe andare al seggio e scegliere il suo candidato premier: Matteo Renzi. In attesa di sapere se potrà farlo, ha spiegato a “La Zanzara” su Radio24 il perché: “Sono un fervente cristiano e Renzi e la sua famiglia sono andati spesso a Medjugorie in pellegrinaggio, anzi il papà organizza questi viaggi”. 

A cena insieme – Insomma è la Madonna, quel qualcosa in più che il sindaco di Firenze ha rispetto al segretario del Pd Bersani. “Nel 1992 ho fatto tutta Mani Pulite e per tanti anni non ho più votato, schifato dalla corruzione e dalle ruberie. Ora mi sono riavvicinato, anche se la musica non è cambiata”, spiega il giornalista. “Mi piace Renzi”. “Il papà e il fratello mi chiamano spesso e anche Matteo è andato dalla Madonna. Ci è andato anche quando non era sposato per chiedere lumi alla Madonna e allo Spirito Santo per indirizzarlo a una vita matrimoniale santa, una cosa meravigliosa. Non vedo tante persone che difendono i valori cristiani”. Poi Brosio rivela: “Siamo stati a cena insieme e Matteo mi sembra valido, capace, trasparente. Vorrei andare al ballottaggio, ma domenica ero fuori Italia. Vediamo”. 

Consiglio a Berlusconi – Secondo, però, il giornalista tutti i politici dovrebbero andare in pellegrinaggio, perché “nella politica di oggi c’è il demonio”. “Medjugorie”, spiega Brosio, “è un luogo di profonda spiritualità, che porta la pace nel cuore. Anche a Berlusconi. A Medjugorie si va non solo per gli atti impuri, per il Bunga Bunga ma anche per i peccati della disonestà, le bugie, i peccati della mancanza di chiarezza. Ci dovrebbe andare mezzo parlamento. Ci si mette di fronte alla verità, le bugie non contano più. Ti porta a cambiare lo stile di vita, a essere sincero coi comandamenti”. “Ho saputo che anche Bossi va a Medjugorie, meno male che va di moda. Si sale la collina e anche se uno è ateo ti scendono le lacrime dagli occhi”.

L’ex direttore di Libero e Il Giornale: “Per fortuna c’è Grillo che sta sfasciando tutto. E questo mi provoca degli orgasmi. Oggi voterei assolutamente per lui”. ASCOLTA INTERVENTO IN RADIO.

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Movimento 5 Stelle, endorsement di Feltri: "Voto per Grillo"

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Vota Beppe Grillo e tifa per Antonio Di Pietro al Quirinale, perché in fondo “meglio andare a cena con lui che con Berlusconi”. Il direttore del Giornale Vittorio Feltri non finisce di stupire e di cantare fuori dal coro e, da storico uomo di destra, sbandiera a La zanzara su Radio24 il suo endorsement per il comico-leader del Movimento 5 Stelle: “Provo un certo godimento, degli orgasmi, a vedere Grillo sfasciare tutto. Il nostro sistema politico è talmente marcio che spero che dal grande caos rinasca tutto. oggi voterei per lui”. In collegamento con degli esterefatti Giuseppe Cruciani e David Parenzo: ”Meno male che c’è Grillo – continua Feltri – ma vi rendete conto di cosa ha fatto in Sicilia? Andare lì a nuoto, un’impresa meravigliosa. Dopo la nuotata la mia stima per lui è aumentata tantissimo. Mi affascina chi fa casino, è bello stare a vedere quanto riuscirà a sfasciare, una meraviglia”. E le donne del movimento che lo criticano per la frase sul punto G, chiedono i conduttori?: “Che pensavano, di essersi iscritte al Rotary?”. Altre scintille su Di Pietro: “Sarei contentissimo se andasse al Quirinale, non è che finora abbiamo avuto dei campioni al Colle. Io stimo moltissimo Di Pietro, personalmente non mi ha mai querelato, ha sempre portato in tribunale Il Giornale. Spesso ci vediamo a cena e abbiamo un ottimo rapporto”. D’altronde, a tavola “almeno non dice le barzellette e usiamo entrambi un linguaggio contadino. Sono più a mio agio e non vuole fare la primadonna come Silvio”. Chiusa su Alessandro Sallusti, il direttore del Giornale condannato per diffamazione a 14 mesi di carcere per il caso DreyfusRenato Farina: “Io avrei subito pagato il giudice, lui è un testone…”.

Il direttore di Micromega Flores D’Arcais: “Napolitano e Monti fanno leggi ad personam e ad castam come Berlusconi, ma fanno credere il contrario”, cancellando chance di indignazione e lotta.

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Voto: "Prima Renzi per fare a pezzi PD, poi Grillo per rompere sistema"

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Voto anticipato? No, grazie. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano respinge con forza le indiscrezioni di stampa secondo cui il Quirinale si sarebbe “rassegnato” a far cadere il governo Monti (con il consenso dello stesso premier), a sciogliere le camere  e indire elezioni anticipate. “Non si coglie il senso del parlare a vuoto di elezioni anticipate – si legge nella nota del Colle – non essendone presentate le condizioni e non emergendo motivazioni plausibili”.

Nodo Porcellum – Tutto in realtà gira intorno alla riforma della legge elettorale. Una riforma che non è mai stata tanto lontana, e paradossalmente perché i partiti l’intesa l’hanno trovata, sì, ma sul Porcellum. Al Senato la trattativa sulla riforma procede a rilento e a ragion veduta: tutti, dal Pdl al Pd, passando dall’Udc e dalla Lega, si stanno convincendo che l’attuale sistema elettorale sia il migliore per andare al voto, il prima possibile. Si tratta di intendersi sul premio di maggioranza, che Napolitano vorrebbe cambiare e rendere più uniforme alle indicazioni della Corte Costituzionale. In questo panorama, le liste bloccate e le preferenze sono un dettaglio. Il senatore centrista D’Alia, rivela Francesco Verderami sul Corriere della Sera, ha proposto un premio di maggioranza alla coalizione che supera il 40% e un mini-bonus di seggi al partito che ha ottenuto la maggioranza relativa. Ipotesi che piace soprattutto a Napolitano, perché la soglia del 40% in un panorama di grave frammentarierà politica è assai difficile da raggiungere e blinderebbe di fatto il ricorso al Monti-bis, penalizzando al tempo stesso i partiti-mina vagante, Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo in testa. Non a caso, l’Udc per prima spinge per questa riforma nonostante i malumori del Partito democratico. In questo senso, rinviando le ipotesi di voto anticipato, Napolitano ha messo con le spalle al muro i partiti: la legge elettorale si deve fare, senza scorciatoie. Solo con un “anti-Porcellum”, infatti, il Quirinale assicurerà all’Italia partiti divisi e governo stabile. Un controsenso? No, perché la chiave è il Monti-bis.

 

Il segreto della vittoria di Rosario Crocetta in Sicilia? “E’ stata la divisione del centrodestra”. Il futuro del Pdl? “Passa dalle primarie del 16 dicembre. Io mi candido ufficialmente”. Così Angelino Alfano in una conferenza stampa che arriva al termine di una giornata nera per il Popolo della libertà, crollato alle elezioni siciliane.

Il segretario del Pdl, però, non parte dalle elezioni, ma apre la conferenza stampa confermando appunto che le primarie del Pdl si terranno e si svolgeranno il 16 dicembre. “Io mi candiderò portando avanti i miei ideali che valgono più della mia carriera”. Poi arriva al tema politico della giornata, che aveva portato anche a sussurrare voci di possibili dimissioni: “Il voto in Sicilia – spiega provocatoriamente – dimostra che l’operazione di dividere il centrodestra è riuscita perfettamente. Il centrodestra diviso ha fatto vincere il candidato del partito democratico”.

Le polemiche sul termine per le elezioni regionali nel Lazio non accennano a diminuire dopo le esternazioni di oggi del presidente dimissionario Renata Polverini. Alla domanda se si riesce a votare entro l’anno, la governatrice ha risposto: “Ho già detto in altre occasioni che mi sembrava abbastanza improbabile, rispetto alla nostra normativa regionale e ai decreti degli ultimi mesi sulla Spending review e il ridimensionamento del numero dei consiglieri”.

Sempre a margine del viaggio della Memoria, la Polverini ha poi spiegato che rispetto alla lettera inviata dal numero uno del Viminale Annamaria Cancellieri a Repubblica, ”mi pare che il ministro ancora una volta ribadisca che ci stiamo muovendo nell’ambito di ciò che la legislazione regionale e nazionale impone rispetto alle elezioni, che si dovranno tenere in tempi rapidi ma al tempo stesso con la garanzia che il decreto che ho il dovere di firmare non rischi di essere impugnato”. 

Data del voto, primarie e candidati alla guida del Pirellone. Tra Roberto Formigoni, presidente in carica, e Roberto Maroni, segretario della Lega e possibile sfidante, non c’è un solo punto in comune. Il primo ha annunciato che il Consiglio regionale della Lombardia “si scioglierà il 25 ottobre”, che la legge elettorale sia stata fatta o meno e ha ipotizzato elezioni a pochi giorni da Natale: “Siamo in tempo utile per votare prima di Natale”, ma il secondo vuole votare quando, in aprile, gli italiani eleggeranno il nuovo Parlamento. Il primo esclude le primarie, il secondo le auspica. Formigoni crede ancora nell’alleanza con il Carroccio, l’ex ministro dell’Interno è scettico. 

Nessun chiarimento della sua posizione al giudice che lo ha interrogato sul presunto acquisto di voti dalla ‘ndrangheta trapiantata al Nord e altri reati. Si è avvalso della facoltà di non rispondere Domenico Zambetti, l’assessore lombardo arrestato il 10 ottobre per voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Davanti al gip Alessandro Santangelo, il politico non ha risposto alle domande nel primo interrogatorio di garanzia. Secondo quanto ha spiegato il suo legale, l’avvocato Giuseppe Ezio Cusumano, Zambetti ha r rilasciato alcune dichiarazioni spontanee per affermare di non aver “mai avuto niente a che fare con la ‘ndrangheta”.

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