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C’è una casa a Cremona, a due passi dalla chiesa del Cristo Re, dove Kevin, Giovanni, Andrea, Luca, Simone, Alessandro, Peppo e Fabio giocano, curano il giardino, leggono i libri, dipingono e accudiscono gli animali. È la casa di Andrea Grandi, 33 anni educatore, una moglie e tre figli piccoli (l’ultima ha quattro mesi). Ma qui c’è spazio anche per i ‘suoi’ ragazzi. Kevin e gli altri sono affetti da autismo e tre pomeriggi alla settimana Andrea si occupa di loro, grazie ad un progetto gestito dall’associazione Work in Aut che finanzia la sua l’attività. “Insegno loro ad adattarsi alla ‘nostra’ vita con attività ricreative – racconta Andrea – ma anche espletando le buone pratiche quotidiane come la raccolta differenziata”. I ragazzi sono inseriti in un gruppo in cui stanno bene e imparano tra loro a volersi bene, seppur con tutte le difficoltà dell’approccio reciproco, dice ancora Andrea. “E questo è un elemento rassicurante per le stesse famiglie”. Andrea parla di “limiti”, ma sono i limiti che talvolta, “inconsapevolmente”, vengono dai genitori “che si sentono in colpa di avere un figlio con disabilità. Di qui un’eccessiva protezione che spesso, tuttavia, genera errori”. Quella di Andrea è a tutti gli effetti una famiglia allargata: “Quando mia moglie torna a casa, i miei bambini vengono sempre a salutare i miei ragazzi”.

Potremmo considerarla una “seconda occasione” visto che gli ascolti sembrano non aver premiato il cambio alla guida dell’amato programma di RaiUno. Da quando infatti Elisa Isoardi è subentrata ad Antonella Clerici, lo share de La prova del Cuoco ne ha risentito, complici anche i diversi cambiamenti apportati a un format al quale i telespettatori si erano molto affezionati. Ma il ritorno di “Antonellina”, già smentito dalla stessa conduttrice di Sanremo Young, da oggi sembra ancora più lontano. Nel salotto di Domenica In infatti, Elisa Isoardi (che ha messo in piedi proprio un “momento Prova del Cuoco” con alcuni ospiti), a Mara Venier ha detto: “Ci sarò anche la prossima stagione, mi diverto troppo”.

In una delle esplosioni che hanno squassato Colombo, la capitale dello Sri Lanka, la mattina di Pasqua, ha perso la vita anche una delle più famose chef del Paese asiatico. Shantha Mayadume si trovava nell’hotel Shangri La quando si è verificato l’attacco che ha coinvolto tre chiese e tre alberghi di lusso provocando oltre 200 morti. Pochi istanti prima della deflagrazione sua figlia Nilanga Mayadume aveva postato un selfie di entrambe, sorridenti, durante la colazione.

Al Grande Fratello i momenti di tensione si succedono con una certa continuità. E, come riporta Trendit, l’ultimo in ordine di tempo riguarda il farmacista Alberico Lemme e Valentina Vignali. Lemme si è infatti rivolto ad Ambra, una delle inquiline, chiamandola “professoressa del pi**llo” e la ragazza si è messa a piangere, pretendendo le scuse del farmacista.

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Cristiano Malgioglio re della tv. E non solo: è di ieri la notizia dell’uscita del singolo “Dolceamaro” feat. Barbara D’Urso. Un brano che sta facendo impazzire Twitter (e anche le radio). Anche Maurizio Costanzo, sulle pagine di Libero, ha voluto fare i complimenti a Cristiano per il suo successo in tv e per la sua grande capacità di adattarsi ai programmi nei quali è ospite. Malgioglio ha postato lo screenshot della pagina sul suo profilo Twitter ma un particolare non è sfuggito ai commentatori: la freccetta in alto, che rimanda a una famosa applicazione per incontri (Grindr). I commenti sotto sono ovviamente molto divertiti: chissà se il paroliere sta cercando l’anima gemella (oppure, chissà chi ha fatto lo screenshot)…

Pasqua sul campanile della Chiesa del Carmine a Napoli per due dei cinque operai licenziati per giusta causa dalla Fca di Pomigliano in seguito alla manifestazione del 2014 in cui assieme ad altri colleghi esposero un manichino impiccato con le sembianze dell’ex ad Sergio Marchionne. I due, Mimmo Mignano e Marco Cusano, dei Si Cobas, hanno trascorso la seconda notte su uno dei campanili piu’ alti di Napoli, dove sono saliti la notte tra venerdi’ e sabato. Protestano perche’ per una questione tecnica, legata a dei salari percepiti ma che dovranno restituire all’azienda, non sono stati ammessi – e con loro anche gli altri operai licenziati – alla misura del reddito di cittadinanza. A nulla e’ servito ieri l’intervento del presidente dell’Inps Pasquale Tridico che li ha convocati martedi’ per un incontro con il direttore dell’Inps di zona. “Non stiamo qui su senza mangiare e dormire, esposti all’umidita’ e al vento della notte – spiega Mignano raggiunto al telefono dall’Ansa – per un fatto personale. Se il presidente dell’Inps pensa di risolvere la cosa dandoci quattro spiccioli di reddito di cittadinanza sbaglia. La nostra e’ una battaglia politica che va oltre le nostre persone. Noi chiediamo che la legge sul reddito di cittadinanza venga modificata inserendo una misura che tuteli gli operai licenziati. Se dall’incontro di martedi’ all’Inps, al quale si presenteranno i nostri delegati con un preciso mandato, non emergera’ la volonta’ chiara di intervenire sulla legge con una misura che tuteli i diritti degli operai licenziati, i veri poveri, noi andremo avanti a oltranza con la nostra protesta. La nostra – sottolinea Mignano – e’ una battaglia politica per dire che ci sono migliaia di operai licenziati e costretti alla fame. Non una protesta di poche singole persone. Per questo – prosegue – chiediamo che nel reddito di cittadinanza venga inserita una garanzia per chi viene licenziato per rappresaglia politica o in violazione al diritto d’opinione come nel nostro caso. Gli operai non possono aspettare cause lunghe dieci anni senza avere un reddito. Per questo non vogliamo che il Presidente dell’Inps risolva la nostra vertenza. Vogliamo una modifica a una legge che cosi’ com’e’ non garantisce gli operai, chi si ritrova a casa perche’ la mattina va a lavorare e trova i cancelli chiusi dal padrone. Se qualcuno pensa – conclude Mignano – che noi che abbiamo protestato contro la cassa integrazione a zero ore, contro gli 800 euro al mese, ora potremmo accontentarci di avere il reddito di cittadinanza solo per noi cinque licenziati si illude. Piaceri non ne accettiamo”. In attesa dell’incontro di martedi’ i due manifestanti hanno incassato la solidarieta’ del musicista Daniele Sepe: “Domani mattina sara’ qui, in piazza Mercato, a suonare”.

I vicoli e le strade di Genova come stanze di una casa abitate di chi in strada si è trovato a dover vivere davvero. Così il laboratorio creativo dell’associazione San Marcellino, che dal 1945 promuove la dignità e la partecipazione alla vita sociale delle persone senza dimora e di chi vive situazioni di grave disagio, ha voluto ideare e interpretare il videoclip della canzone “La Corriera” del collettivo musicale “Moto Perpetuo”, nato proprio negli spazi di accoglienza, relazioni e accompagnamento sociale dell’associazione.
Presentato durante la rassegna d’incontri “Charlas” dei Giardini Luzzati di Genova, il video firmato da Alessandro Davi mette a fuoco l’essere in una situazione di difficoltà, la fatica dell’impararci a stare e affrontarla con coraggio per uscirne insieme. “Un lavoro condiviso fatto di momenti esilaranti, aspetti difficili, tragici o comici – spiegano dal laboratorio artistico di San Marcellino – Proprio come l’imprevedibilità della vita, che ci mette a confronto con la nostra volontà ma anche con circostanze non dipendenti da noi, le quali ci richiedono il coraggio di saperle attraversare. La struttura narrativa onirica vuol rendere lo spaesamento che noi tutti proviamo in alcuni momenti della nostra vita quando il mondo che ci circonda non corrisponde più alle nostre aspettative. Abbiamo l’impressione di aver perso la corriera e che tutto ci sfugga di mano”.
(Il video completo si può trovare sul sito sanmarcellino.it)

L’articolo Genova, i vicoli come le stanze di casa: clochard attori per un giorno nel videoclip dell’associazione San Marcellino proviene da Il Fatto Quotidiano.

Attentati in Sri Lanka, 8 esplosioni in chiese e hotel: 215 morti, 35 stranieri. Arrestate 8 persone: «È terrorismo religioso»

Sei esplosioni simultanee e altre due a a distanza di qualche ora: cinque nella capitale Colombo, una nella vicina località di Negombo, una a Batticaloa e l’ultima a Dehiwela. feriti sono oltre 500, il governo impone il coprifuoco. Sette arresti

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