ABI: Antonio Patuelli rieletto presidente

Economia

Antonio Patuelli eletto nuovamente presidente dell’Abi. Si è riunita oggi, con le forme telematiche di collegamento a distanza previste dalla legge, l’annuale Assemblea dell’Associazione che raggruppa le banche italiane, che nella sua prima parte straordinaria, ha completato le procedure di modifica dello Statuto approvando all’unanimità quanto proposto all’unanimità dal Comitato di Presidenza, dal Comitato esecutivo e dal Consiglio dell’ABI per rendere statutariamente nuovamente possibile la rielezione del presidente per il quarto mandato, nonché per la più ampia adozione dei sistemi di video-audio conferenza per le riunioni degli Organi dell’ABI.

In sede ordinaria, l’Assemblea dell’ABI ha approvato la relazione del Direttore Generale Giovanni Sabatini sulle attività dell’ABI nel 2019 e gli atti connessi e conseguenti. L’Assemblea ha eletto il nuovo Consiglio dell’ABI che si è immediatamente riunito e, come proposto unanimemente dal Comitato Esecutivo uscente, ha rieletto per acclamazione Presidente Antonio Patuelli.

Antonio Patuelli: chi è

Antonio Patuellieletto il 31 gennaio 2013 Presidente dell’ABI, è imprenditore agricolo, giornalista editorialista del Resto del Carlino, Nazione e Il Giorno e Presidente del gruppo privato ed indipendente della Cassa di Ravenna Spa. Nato a Bologna il 10 febbraio 1951, Patuelli è laureato in giurisprudenza a Firenze. È stato nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere del lavoro. Dal 1998 fa parte del Consiglio e del Comitato esecutivo dell’ABI, di cui è stato vicepresidente e vicepresidente vicario. Dal 2001 Patuelli fa parte del Consiglio e del Comitato di gestione  del Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Abi: cosa fa

L’Abi è l’Associazione bancaria italiana viene costituita a Milano il 13 aprile 1919 dai rappresentanti di 53 banche. La nascita va collocata nel quadro dello sviluppo dell’associazionismo economico in generale e non soltanto creditizio che si verifica nel Paese tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La costituzione delle Confederazioni dell’industria (1909) prima, dell’agricoltura e del commercio poi, sono l’espressione più tangibile di questo fenomeno.



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