Bce lascia tassi fermi, peggiorano i listini europei

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La Banca centrale europea lascia, come atteso, i tassi d’interesse fermi: il tasso principale resta a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. Lo comunica la Bce dopo la riunione del Consiglio direttivo.

La crisi in Ucraina è un “momento spartiacque” per l’Europa e la Bce è pronta a fare “tutto il necessario” a sostegno dell’economia, incluso il sostegno della liquidità, afferma l’istituto centrale nella nota emessa al termine del board.

La Bce “concluderà gli acquisti netti tramite il programma App nel terzo trimestre” se i dati in arrivo confermeranno lo scenario d’inflazione. Lo comunica in una nota, aggiungendo che gli acquisti col programma pandemico termineranno a marzo e che quelli con l’App ammonteranno a 40 miliardi ad aprile, 30 miliardi a maggio e 20 miliardi a giugno.

Peggiorano i listini europei dopo le comunicazioni di politica monetaria della Bce. Milano si porta sui minimi di giornata e amplia il calo ad oltre il 4%, Parigi cede il 3,3%, Londra l’1,6%.

Dopo un leggero miglioramento i Btp italiani incassano un duro colpo, con lo spread che si impenna a 163 punti base, in rialzo di 16 punti base su ieri, e il rendimento dei nostri titoli decennali che schizza di 24 punti base, fin sopra l’1,9%, in scia all’annuncio della possibile chiusura del Qe nel terzo trimestre del 2022.

Mercati asiatici in genere ampiamente positivi dopo la corsa di mercoledì delle Borse europee e il rialzo di Wall street: il listino migliore dell’area è decisamente quello di Tokyo, che ha chiuso in aumento del 3,9%. Bene anche i mercasti cinesi con Shanghai in crescita dell’1,2% e Shenzhen di oltre due punti percentuali, mente Seul ha segnato un un aumento finale del 2%. In rialzo dell’1,1% la chiusura di Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l’avvio dei loro settori in Europa. 

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