Blackstone vede grigio sull’azionario: “ci aspetta un decennio perduto”

Economia

Meglio mettersi l’anima in pace. Quello che abbiamo davanti sarà un “decennio perduto” per i rendimenti azionari. Parola di Tony James, vicepresidente esecutivo di Blackstone, secondo cui i prezzi delle azioni non andranno da nessuna parte, dopo essere stati pienamente valutati su un “orizzonte da cinque a dieci anni”.

“Penso che questo che abbiamo davanti potrebbe essere un decennio perduto in termini di apprezzamento dell’azionario”, ha detto alla CNBC, riferendosi a un termine comunemente usato per descrivere gli anni ’90, periodo in cui il Giappone ha sperimentato la stagnazione economica.

James ha spiegato che gli attuali bassi tassi di interesse non scenderanno ulteriormente. Anzi, potrebbero invece salire a livelli nei prossimi anni.

Tassi di interesse più elevati, in molti casi, tendono a influire negativamente sugli utili aziendali e sui prezzi delle azioni. Gli elevati costi di prestito andranno poi ad intaccare i profitti delle società, influenzando negativamente le quotazioni azionarie.

Come se non bastasse, le aziende dovranno affrontare “molti venti contrari” che metteranno sotto pressione gli utili, ha affermato. “Ciò include tasse più elevate, aumento dei costi operativi, catene di approvvigionamento meno efficienti e “deglobalizzazione”. Tutti elementi che danneggeranno la produttività” ha spiegato James, aggiungendo: “penso che, nel lungo termine, avremo una crescita degli utili deludente”, ha aggiunto.

Tassi di interesse a zero spingono i mercati verso l’alto

Nonostante il grave colpo economico della pandemia da coronavirus, i mercati azionari statunitensi sono aumentati dopo il crollo di marzo.

James ha attribuito questo slancio alla Federal Reserve che ha portato i tassi di interesse quasi a zero, il che ha lasciato gli investitori a caccia di rendimento poche opzioni per parcheggiare i propri soldi.

“I tassi di interesse zero sono stati la forza trainante fino ad oggi. Ciò ha portato a mercati azionari ad essere “pienamente valutati”. La banca centrale degli Stati Uniti ha impedito quello che avrebbe potuto diventare un “grande crollo”, ha spiegato ancora.
“La mossa della Fed è senza precedenti … senza una politica come quella adottata dalla banca centrale, ci sarebbe stato un alto rischio di precipitare verso una fase di depressione”.



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