Borsa: Asia in rosso con la Fed, Tokyo cede l’1,7%

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Seduta in deciso ribasso per le Borse asiatiche che fanno i conti, come accaduto ieri a Wall Street, con le minute della Fed che confermano la determinazione della banca centrale statunitense nel contrastare l’inflazione, con la disponibilità a rialzi di mezzo punto percentuale dei tassi e una riduzione degli acquisti di titoli fino a un massimo di 95 miliardi di dollari al mese.
    Tokyo ha perso ‘1,7%, Seul l’1,2%, Sydney lo 0,6% mentre Hong Kong sta cedendo lo 0,9% e i listini cinesi di Shanghai e Shenzhen, rispettivamente lo 0,8% e l’1,2%, nonostante le autorità di Pechino abbiano ribadito l’impegno a ricorrere ad un allentamento della politica monetaria “al momento giusto” per stimolare i consumi. In leggero calo anche i future sull’Europa e su New York.
    Intanto le tensioni legate alla guerra in Ucraina, oltre a pesare sui mercati, sostengono il prezzo del petrolio, con il brent in rialzo dell’1,6% a 102,68 dollari al barile e il wti dell’1,4% a 97,63 dollari. Il rublo scambia a 82 sul dollaro, in lieve calo rispetto al livello di 81 toccato ieri, nonostante Mosca rischi un default tecnico dopo che gli Usa hanno bloccato le riserve in dollari da parte delle banche statunitensi, costringendo Mosca ad offrire rubli per rimborsare i suoi bond e pagare le cedole.
    Sui mercati sono attesi oggi i dati sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona, la produzione industriale tedesca e i verbali della Bce mentre dagli Usa arriveranno i sussidi di disoccupazione e i discorsi dei componenti della Fed, Charles Evans e James Bullard. 
   

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