Cala il sipario su Embraco, 4 anni di lotte in fumo

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Cala il sipario sulla vicenda dell’ex Embraco, la fabbrica Whirlpool di compressori per frigoriferi di Riva di Chieri, in provincia di Torino. Per i 377 lavoratori ancora in forza all’azienda, protagonisti per quattro anni di tante battaglie e manifestazioni – dal Festival di Sanremo al Giro d’Italia dall’incontro con papa Francesco a Bruxelles – finisce oggi formalmente la cassa integrazione e resta soltanto la prospettiva della Naspi, l’indennità di licenziamento.
    Lunedì sono previsti due incontri presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte. Nel primo verrà sancito il mancato accordo sindacale sui licenziamenti, atto che consentirà alla curatela fallimentare di inviare le lettere indispensabili per certificare la fine del rapporto di lavoro e consentire ai lavoratori di presentare la domanda di Naspi. Nel secondo incontro la Regione avvierà il percorso di politiche attive del lavoro, che saranno messe in campo da febbraio: saranno effettuati colloqui con i singoli lavoratori che potranno poi seguire i corsi di formazione più adatti alle loro competenze. Nel frattempo agli operai toccherà scegliere se firmare l’accordo per il fondo Escrow che Whirlpool ha lasciato per sanare i debiti e chiudere ogni contenzioso: vuol dire per ogni lavoratore circa 7.000 euro lordi e la rinuncia a ogni rivendicazione. Ma perché sia valido deve essere firmato almeno dal 90% e non è probabile che questo accada.
   

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