Cgil-Uil in piazza per lo sciopero. Draghi: c’è ascolto

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   In piazza per dare voce al lavoro e per ottenere risposte sui grandi temi aperti, dal fisco alle pensioni alla precarietà. Cgil e Uil rilanciano le ragioni dello sciopero generale, che vedrà otto ore di astensione dal lavoro e cinque manifestazioni – a Roma con i segretari generali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, Milano, Bari, Cagliari e Palermo – contro una manovra giudicata inadeguata e ingiusta.
   
   Insistono sulla necessità di dialogo con il governo. Che il premier Mario Draghi assicura: “Da parte del governo non c’è stata alcuna volontà punitiva verso i sindacati. C’è volontà di colloquio, confronto e ascolto”, dice il presidente del Consiglio, tant’è che è già convocato per lunedì prossimo a Palazzo Chigi il tavolo sulle pensioni.
   
   Cgil e Uil, intanto, si preparano a manifestare “Insieme per la giustizia” e rigettano le accuse di uno sciopero politico e di aver spaccato il Paese, oltre che l’unità sindacale. Al loro fianco in piazza non scenderà la Cisl e nemmeno i partiti, ad eccezione di Sinistra italiana l’unico a sostenere apertamente la scelta: “Ci saremo”, dice il segretario nazionale Nicola Fratoianni, che nel pomeriggio ospita anche un confronto con Landini e Bombardieri. La Cisl, che manifesterà sabato 18 sotto lo slogan “Più sviluppo, più lavoro, più coesione sociale. La responsabilità in piazza”, torna a smarcarsi dalla scelta dei cugini. “Alla base dello sciopero ci sono ragioni un po’ generiche e approssimative”, afferma il segretario generale Luigi Sbarra, che apprezza i primi risultati ottenuti dal confronto con il governo Draghi, che hanno intanto già “migliorato” le legge di Bilancio. Così come il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, rimarca che non è la strada corretta: “Mi rattrista molto questo sciopero generale” perchè, dice il leader degli industriali, “in una legittima diatriba tra sindacato e governo viene penalizzato il mondo del lavoro”. Da ex sindacalista della Cgil, “non l’avrei proclamato” dice l’attuale viceministra delle Infrastrutture e presidente di Italia Viva, Teresa Bellanova: il Paese “ha già troppe lacerazioni”.
   
   Ma è al mondo del lavoro e alle sue richieste che invece Cgil e Uil, rimarcano i due leader, vogliono dare voce. Quella dello sciopero “oltre che coraggiosa, è una scelta che conferma l’autonomia delle organizzazioni sindacali” e che “non divide”, anzi “è uno strumento di solidarietà che unisce” i lavoratori, sostiene Landini. Basta attacchi, “permetteteci di esercitare un diritto costituzionale, di andare in piazza pagando la giornata” di lavoro persa, ribatte Bombardieri.

    Fisco, pensioni, politiche industriali, contrasto alla precarietà e alle delocalizzazioni sono tra i punti critici della legge di Bilancio contestati da Cgil e Uil. Ed è proprio sulle pensioni che, dopo lo sciopero, lunedì 20 a Palazzo Chigi si aprirà il confronto del governo con Cgil, Cisl e Uil per avviare il percorso di riforma della legge Fornero. Gli spazi per ulteriori interventi già in manovra sono ristretti, potrebbe rientrare una norma sull’Ape sociale per gli edili, prevedendo di abbassare da 36 a 30 gli anni di contributi necessari per accedere all’anticipo pensionistico. Partirà invece un tavolo con un orizzonte più ampio, per rivedere le regole per l’uscita dopo Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi) che varrà soltanto nel 2022. E che Landini torna a bocciare: “Da Quota 100 siamo passati a Quota zero, perché quasi nessuno potrà andare in pensione l’anno prossimo. Lunedì inizia il confronto per la riforma, ma è tutto da fare”. Sul fisco a Cgil e Uil non piace l’accordo di maggioranza che si basa sulla riduzione delle aliquote Irpef: chiedono di destinare gli 8 miliardi per il taglio delle tasse ai lavoratori e ai pensionati, partendo dai redditi più bassi e senza fare Robin Hood al contrario, come detto più volte da Bombardieri, di non tagliare l’Irap ma il cuneo fiscale e fare una decontribuzione non solo per il 2022 ma strutturale.

    Dallo sciopero, da cui è esonerato il settore della sanità per salvaguardare il diritto prioritario alla salute in questa fase di emergenza pandemica, e dalle manifestazioni Cgil e Uil si aspettano una “grande partecipazione” di uomini e donne, di giovani e pensionati, con le piazze “piene”.  

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