Effetto Evergrande, S&P’s declassa Sinic a ‘CCC+’

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Standard & Poor’s ha declassato Sinic Holdings Group a “CCC+”, con outlook negativo, citando l’incapacità dello sviluppatore immobiliare cinese basato a Shanghai di “comunicare un chiaro piano di rimborso” di un bond in scadenza. Il governo cinese non fornirà “alcun supporto diretto al gruppo Evergrande. Riteniamo che Pechino sarebbe costretta a intervenire solo se ci fosse un contagio di vasta portata che causasse il fallimento di molti importanti sviluppatori ponendo rischi sistemici all’economia”, dice l’agenzia di rating. Sinic, si legge in una nota, “si era precedentemente preparata a rimettere fondi offshore per rimborsare i suoi titoli senior da 246 milioni di dollari in scadenza il 18 ottobre 2021, con il suo saldo di cassa senza vincoli di oltre 14 miliardi di renminbi cinesi (2,17 miliardi di dollari) al 30 giugno 2021. Tuttavia, non ci sono stati finora progressi e la tempistica di qualsiasi rimessa è incerta”.

Sinic ha avuto un crollo dell’87% alla Borsa di Hong Kong, fino a 0,50 dollari di Hk, con la conseguente sospensione dei titoli dalle contrattazioni. Al fine di contrastare la crisi di liquidità, la compagnia stava valutando un taglio dei compensi ai dipendenti del suo quartier generale e uno ai top manager fino al 70% o oltre, secondo il quotidiano cinese The Paper. La società ha un’obbligazione del 9,5% da 246 milioni di dollari in scadenza il 18 ottobre e già Fitch Ratings aveva rivisto l’outlook a negativo la scorsa settimana. Il crollo delle azioni di ieri ha ridotto il valore di mercato di Sinic a poco meno di 230 milioni di dollari, considerata una cifra minima per uno sviluppatore immobiliare quotato in Borsa. 

Borse europee e Piazza Affari con loro meno spaventate dal rischio default del gigante dell’immobiliare cinese Evergrande: dopo lo scivolone della vigilia, Parigi sale di circa l’1%, Londra, Francoforte, Amsterdam, Madrid e Milano (Ftse Mib +0,9%) si muovono tutte sulla stessa linea su una crescita di poco inferiore al punto percentuale. I mercati sembrano già guardare alla riunione sulla politica monetaria della Fed che inizia oggi e si conclude domani. A Milano, in particolare, provano a recuperare le banche tutte penalizzate ieri: Mediolanum sale dell’1,7%, Bper dell’1,1% e Unicredit di un punto percentuale dopo una partenza migliore. Amplifon (+2,2%) è il migliore tra i titoli a elevata capitalizzazione con un rialzo di oltre il 2%, ma viaggiano bene anche Saipem, Tenaris e Atlantia che salgono attorno al punto e mezzo percentuale. Calme Mps e Carige, debole Diasorin che scivola dell’1,2%.

   

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