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Eni,4 intese in Ruanda per creare hub transizione energetica

(ANSA) – ROMA, 24 NOV – Eni rafforza le attività in Ruanda per creare un hub innovativo della transizione energetica nell’ambito della strategia “just transition” del gruppo petrolifero volto a supportare la decarbonizzazione dei Paesi africani. Il colosso energetico ha firmato oggi a Kigali quattro accordi con il Governo “per sviluppare iniziative innovative congiunte negli ambiti dell’agricoltura, della protezione di ecosistemi forestali unici, delle tecnologie e della salute”.
    Nel renderlo noto con un comunicato, Eni precisa che “nel settore agricolo, l’accordo sottoscritto con la National Industrial Research and Development Agency (Agenzia Nazionale Industriale per la Ricerca e lo Sviluppo) prevede l’avvio di un progetto pilota per la produzione di varietà di sementi per colture oleaginose e l’uso di droni per l’analisi del suolo e il monitoraggio delle coltivazioni”.
    Il secondo accordo, con il Rwanda Development Board e la startup tech no-profit Rainforest Connection, ha come obiettivo la protezione delle foreste e la generazione di crediti di carbonio.
    In ambito salute, Eni Foundation insieme al Ministero della Salute (MoH) e al Ministero delle Finanze e della Pianificazione Economica (Minecofin) hanno firmato un accordo triennale per il rafforzamento dei servizi di salute materno-infantili di base, con particolare attenzione alla gestione delle emergenze ostetriche. I beneficiari previsti sono le madri e i bambini, i gruppi vulnerabili e il personale sanitario.
    L’accordo di cooperazione tra Eni e il Ministero dell’Ict e dell’Innovazione avrà un ruolo trasversale nel supportare le iniziative nei diversi ambiti di comune interesse: dall’agricoltura di precisione, al monitoraggio del patrimonio forestale, alla salute.
    Con gli accordi firmati prendono il via le attività di Eni nel Paese, in continuità con il memorandum d’intesa firmato con il Governo ruandese l’8 aprile 2022, capitalizzando il know-how del Ruanda nel settore tecnologico e agricolo, che impiega oltre il 60% degli occupati contribuendo al 25% del Pil. (ANSA).
   



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