Fisco: Camera, via libera alla delega, passa al Senato

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Via libera dell’Aula della Camera alla Delega fiscale. Il testo, approvato a Montecitorio con 322 voti a favore, 43 contrari (Fdi e Alt) e cinque astenuti (i deputati di Leu), passa al Senato. 

“Questa delega fiscale è una macchina che può essere usata in tre modi diversi: per farci un gran premio, qualche giro di pista o lasciarla parcheggiata ai box perché non è il caso di utilizzarla”. Lo ha detto Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera, nel corso delle dichiarazioni di voto in Aula sulla delega fiscale. “Fuor di metafora – ha continuato – la delega fiscale contiene interventi sistemici che consentono al governo di intervenire per la prima volta dopo cinquant’anni in maniera totale sul sistema fiscale. Oppure il governo può utilizzarla per correggere solo le storture più evidenti del nostro fisco o, ancora, decidere che sotto elezioni non è il caso di mettere in pista una macchina così potente. Questo può accadere perché la delega fiscale è un intervento sistemico. Se il governo sceglie di percorrere il gran premio, si può – nei binari consentiti dal Parlamento – abolire finalmente l’Irap, che colpisce per il solo fatto di accumulare capitale e lavoro. Si può rendere l’Ires un’imposta più semplice e pro-crescita. Si può finalmente mettere ordine nell’Iva, passando a un sistema più chiaro, magari a due aliquote. Si può completare il processo di riforma dell’Irpef, rendendola più semplice, riducendo le aliquote medie e stabilizzando le aliquote medie effettive. Si potrà fare una discussione sul catasto non su basi ideologiche ma sulla base dei dati. Possiamo riformare la riscossione passando a un approccio basato dal processo ad uno basato sul risultato. Potremo racchiudere tutta la normativa tributaria in testi unici, semplici, chiari, monitorati e magari tradotti in inglese”. “La macchina ha bisogno di benzina. Per questo bisogna fare in modo che ogni euro recuperato dalla lotta all’evasione in termini di incremento delle compliance fiscale vada automaticamente alla riduzione della pressione fiscale. In questi 18 mesi di percorso parlamentare, nato per iniziativa del Parlamento stesso, ho visto il peggio e il meglio della politica. Ma siamo solo noi stessi – e nessun altro – a decidere quale di questi due aspetti vogliamo mostrare ai cittadini”, ha concluso.
   

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