G20, i punti dell’intesa

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Mantenere “a portata di mano” l’incremento della temperatura globale entro 1,5 gradi centigradi, azzerare le emissioni di gas serra intorno a metà secolo, aumentare i finanziamenti ai Paesi in via di sviluppo, mettere fine ai sostegni pubblici internazionali alle centrali a carbone entro fine 2021 e piantare mille miliardi di alberi. 

Sono i punti salienti che riguardano il capitolo clima del documento finale del G20.

* L’AUMENTO DELLA TEMPERATURA ENTRO 1,5 GRADI. I Paesi del G20 riconoscono l’urgenza di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi, l’obiettivo più ambizioso dell’accordo di Parigi del 2015, e assicurano sforzi consistenti per avere il target “a portata di mano”, consapevoli – secondo le valutazioni degli scienziati dell’Ipcc – che in quest’ultimo caso gli impatti del cambiamento climatico sono molto inferiori. I 20 Grandi metteranno in atto “azioni significative ed efficaci tenendo conto dei differenti approcci, attraverso lo sviluppo di chiari percorsi nazionali che allineino l’ambizione a lungo termine con obiettivi a breve e medio termine”.

* EMISSIONI NETTE ZERO ‘ENTRO O INTORNO LA METÀ DEL SECOLO’. I 20 Grandi assicurano che “entro questo decennio” accelereranno i rispettivi interventi di mitigazione (cioè azioni per ridurre la produzione di gas serra) e adattamento (misure di prevenzione e riduzione dei rischi) ai cambiamenti climatici e incrementeranno anche gli impegni finanziari per azzerare le emissioni nette globali “entro o intorno a metà secolo”. Quindi aggiorneranno e miglioreranno, “laddove necessario”, gli Ndc 2030, cioè gli impegni di taglio dei gas serra a livello nazionale tenendo conto di diversi approcci nel breve e medio periodo.

* AUMENTO DEI FINANZIAMENTI AI PAESI IN VIA DI SVILUPPO. Confermato l’impegno sui finanziamenti nei confronti dei Paesi in via di sviluppo, mobilitando congiuntamente 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 (ad oggi è stata raggiunta quota 82-83 miliardi) e ogni anno fino al 2025, per le azioni di mitigazione. Nuovi impegni sono stati assunti da alcuni dei membri del G20 per aumentare il proprio contributo, come l’Italia, che ha aumentato il proprio aiuto a 7 miliardi in 5 anni.

* STOP CONTRIBUTI AL CARBONE. I finanziamenti pubblici e privati internazionali alle centrali alimentate a carbone non andranno oltre la fine di quest’anno, mentre andranno a sostenere lo sviluppo di energia verde. Il G20 riconosce lo stretto legame tra clima ed energia e si impegna a ridurre le emissioni nel settore energetico aumentando la diffusione di tecnologie rinnovabili e a emissioni zero o basse. Il Gruppo dei 20 chiede di ridurre gli investimenti in nuova capacità di generazione di energia dal carbone. Le politiche dei vari Paesi devono essere orientate ad investimenti in infrastrutture sostenibili e tecnologie innovative che promuovano la decarbonizzazione e l’economia circolare e ad un’ampia gamma di meccanismi fiscali, di mercato e normativi, per sostenere le transizioni verso l’energia pulita. Compreso, se del caso, l’uso di meccanismi e incentivi per la determinazione del prezzo del carbonio, fornendo al contempo un sostegno mirato ai Paesi più poveri e a quelli più vulnerabili.

* PIANTARE MILLE MILIARDI DI ALBERI. Riconoscendo l’urgenza di combattere il degrado del suolo e per creare nuovi serbatoi che possano assorbire il carbonio, il G20 si pone l’obiettivo di piantare 1.000 miliardi di alberi entro il 2030.

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