G20: The One, senza svolta,10 anni per uscire dalla pandemia

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Senza una svolta per la distribuzione dei vaccini verso i Paesi più bisognosi, “potrebbe volerci più di un decennio” per mettere fine alla crisi pandemica attraverso una campagna di vaccinazione globale. E dunque “è estremamente importante che l’Italia, nel suo ruolo di Presidenza del G20, esorti gli altri Paesi ad impegnarsi affinché le promesse fatte in questi mesi si trasformino in azioni volte a porre veramente fine alla pandemia”.
    A lanciare l’allarme è The One Campaign, organizzazione non governativa fondata da Bono Vox, a poche ore dall’inizio dei lavori del G20 che già domani vedrà un meeting dei ministri delle Finanze e della Salute per discutere del finanziamento dei vaccini. “Questo deve essere il momento in cui trasformiamo gli impegni e le promesse in dosi reali da somministrare alle persone, o affrontiamo il fallimento e conviviamo con la pandemia, e le sue conseguenze, a tempo indeterminato”, avverte Emily Wigens, direttrice per l’Ue della Ong.
    Una nuova analisi pubblicata da The One Campaign rivela i principali ostacoli agli sforzi globali per porre fine alla pandemia: “una sfida importante rimane la distribuzione ineguale dei vaccini. Fino ad oggi, nei paesi ad alto reddito sono stati somministrati il doppio dei vaccini rispetto alle prime dosi distribuite nei paesi a basso e medio reddito”. L’altro ostacolo individuato nel report è “l’insufficiente sostegno finanziario e il fallimento nell’affrontare le conseguenze economiche della pandemia. Nonostante lo stanziamento degli storici 650 miliardi di dollari in nuovi diritti speciali di prelievi (Dsp), “la mancanza di impegno da parte di alcuni paesi ricchi di riassegnare la loro parte, rischia di paralizzare la ripresa economica per tutti”.

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