Introdotti nuovi Pir focalizzati sulle Pmi, in linea con quanto chiesto da Assogestioni

Economia

18 Maggio 2020, di Alberto Battaglia

Con le novità del decreto Rilancio presentato dal premier Conte anche i Piani individuali di risparmio (Pir) entrano in una nuova fase. O meglio, viene allargata la gamma dei Pir che, rispettando vincoli differenti, potranno comunque beneficiare dei vantaggi fiscali che caratterizzano questi strumenti.

Secondo quanto prevede il decreto Rilancio i nuovi Pir (che si affiancano a quelli già esistenti) dovranno investire con i seguenti vincoli:

  • Almeno 70% del capitale dovrà essere investito (per almeno due terzi dell’anno) in strumenti finanziari emessi o stipulati con imprese italiane, Ue o See (ma con stabile organizzazione in Italia) esclusi i titoli quotati negli indici Ftse Mib e Ftse Mid Cap della Borsa italiana. Il focus quindi sarà decisamente sulle piccole imprese.
  • Saranno ammessi anche strumenti non negoziati in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione
  • Saranno ammesse esposizioni più consistenti per i risparmiatori: si potranno investire nei nuovi Pir per le Pmi fino a 150mila euro all’anno per un massimo totale di 1,5 milioni (contro il tetto di 30mila euro annui e 150mila totali dei Pir “tradizionali”). Tali limiti non saranno applicati agli investimenti compiuti da casse di previdenza e fondi pensione.
  • Per questi nuovi Pir il vincolo di concentrazione viene elevato al 20%, restando invece al 10% per i Pir tradizionali.

Ascoltato l’appello di Assogestioni

Il governo ha sostanzialmente accolto la richiesta di Assogestioni, che lo scorso marzo aveva perorato l’introduzione di nuovi Pir rivolti a una clientela più evoluta, intenzionata a sostenere in misura più massiccia le piccole e medie imprese italiane, incluse le società non quotate.

“La sfida collegata a questo obiettivo è quella di creare dei portafogli maggiormente vincolati ai segmenti di mercato meno liquidi, ma proprio per questo ancora più vicini alle imprese più piccole”, aveva scritto Assogestioni nel presentare la sua proposta.

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