Jp Morgan taglia lo smart working: colpite produttività e creatività

Economia

Lo smart working è bello finchè dura poco.  I limiti del lavoro da casa hanno spinto il colosso americano JP Morgan a ridurre drasticamente la diffusione dello smart working fra i suoi dipendenti, a partire dagli addetti senior alle vendite e dai trader, ai quali è stato richiesto di tornare in ufficio entro il 21 settembre.
Per gli altri membri del personale la banca americana si è limitata ad incoraggiare il ritorno “in presenza” fino a riempire, al massimo, metà degli spazi offerti dagli uffici a New York.

I provvedimenti hanno fatto seguito a una riflessione che avrebbe visto a confronto il ceo di JP Morgan, Jamie Dimon e gli analisti di Keefe, Bruyette & Woods, una boutique investment bank.
Secondo quanto avrebbe affermato Dimon, la produttività dei lavoratori avrebbe subito cali particolarmente rilevanti nei lunedì e nei venerdì, a ridosso del fine settimana.

“Lo stile di vita del lavoro da casa avrebbe avuto un impatto sui dipendenti più giovani, e sulla produttività complessiva, così come avrebbe subito un duro colpo la ‘combustione creativa’”, ha scritto Brian Kleinhanzl della KBW in una nota del 13 settembre ai clienti nella quale veniva citato un precedente incontro con Dimon. “Nel complesso, Jamie [Dimon] pensa che un ritorno in ufficio sarà positivo per i giovani dipendenti e per promuovere idee creative”, ha aggiunto Kleinhanzl.

In verità, un portavoce di JP Morgan ha poi precisato a Bloomberg che il calo della produttività è stato osservato tra “i dipendenti in generale, non solo i dipendenti più giovani”, aggiungendo che, per questi ultimi, “potrebbero essere svantaggiati dalle opportunità di apprendimento perse” dovute alla mancata presenza in ufficio.

Banche ancora divise sullo smart working

Il mese scorso un’altra istituzione finanziaria, Schroders, aveva annunciato una decisione di segno opposto a quella di JP Morgan: rendere permanente una modalità di lavoro flessibile che “consentirà ai dipendenti di adottare pratiche di lavoro che rispondano al meglio alle esigenze dei clienti, alle necessità del business e alle specificità lavorative di ciascuna persona, assicurando allo stesso tempo che non vengano meno le interazioni faccia a faccia”.

Per quanto riguarda le banche italiane, dal 7 settembre Intesa Sanpaolo ha adottato un parziale rientro dallo smart working che prevede “almeno un giorno alla settimana in sede per tutti, con la possibilità di arrivare fino al 50% dell’occupazione degli spazi”.



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