Le Borse cinesi affondano per i timori del Covid e delle sanzioni a Pechino

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Le Borse cinesi affondano con il timore dell’ondata di Covid-19 e chiudono ai minimi intraday: l’indice Composite di Shanghai chiude a -4,95%, a 3.063,97 punti, mentre quello di Shenzhen cede il 4,56%, a quota 2.013,37.

Le Borse cinesi crollano anche per il timore che Pechino e le sue aziende possano diventare obiettivo di sanzioni da parte di Stati Uniti ed Europa, a causa dei legami tra Cina e Russia. Hong Kong, che ieri era piombata ai minimi da sei anni, cede il 5,1%, con i titoli tecnologici oggetto di un vero e proprio sell-off (l’Hang Seng Tech Index ha perso fino al 7%).

Il rischio di sanzioni si aggiunge ai timori per la stretta regolatoria già in corso da parte di Pechino e Washington e a alle preoccupazioni crescenti per l’andamento dell’epidemia di Covid 19, che ha spinto Pechino a mettere in lockdown Shenzhen e la provincia di Jilin.

L’indice di riferimento Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,15%, a quota 25.346,48, con un guadagno di 58 punti. Sul fronte valutario prosegue la fase di indebolimento dello yen sul dollaro, attualmente ai massimi in 5 anni, a un valore di 118,30, e a un livello di 129,50 sull’euro. 

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