Manovra, raggiunto l’accordo sulle pensioni minime a 600 euro agli over 75

Pubblicità
Pubblicità

Raggiunto , a quanto si apprende da fonti di governo, l’accordo politico in maggioranza sull’aumento a 600 euro delle pensioni minime per gli over 75. La modifica alla Manovra sarà introdotta attraverso un emendamento dell’esecutivo, in via di definizione.

Il governo sta lavorando alla definizione di un pacchetto di emendamenti alla manovra. I vari ministeri, nel frattempo, hanno inviato le loro proposte, che ammontano a 68 secondo una tabella con la data di ieri. Fra queste ipotesi – non necessariamente destinate a entrare fra gli emendamenti dell’esecutivo -, ci sono ad esempio quelle del ministero delle Infrastrutture per rifinanziare per 50 milioni per il 2023 sia il marebonus sia il ferrobonus, ossia le misure volte a incentivare la diversione modale nel trasporto marittimo e ferroviario . Una delle proposte del ministero dell’Istruzione è legata al Pnrr, per consentire l’utilizzo delle economie di gara derivanti dai ribassi d’asta per gli interventi di edilizia scolastica già autorizzati e confluiti tra progetti del Piano. Nel capitolo Sport c’è una proposta, identica a un emendamento presentato dal senatore di FI Claudio Lotito al dl Aiuti quater, per contrastare la pirateria digitale. Un’altra ipotesi di emendamento mira a trasformare l’Istituto per il credito sportivo nella società per azioni “Istituto per il credito Sportivo e Culturale”, con il compito di promuovere l’attività dei soggetti pubblici e privati nei settori dello sport e della cultura. La proroga al 31 dicembre 2022 della Cilas per il superbonus al 110% e la misura ‘salva-sport’ che consente alle società sportive di saldare in 60 rate i versamenti tributari con maggiorazione del 3%, entreranno fra gli emendamenti alla manovra che saranno presentati dai relatori. Lo si apprende da fonti di maggioranza.

E’ ancora in fase di valutazione da parte di governo e maggioranza l’ulteriore stretta in manovra al Reddito di cittadinanza, con la riduzione da otto a sette mensilità di sussidio nel 2023. Lo si apprende da fonti dell’esecutivo, secondo cui questa soluzione libererebbe risorse per circa 200 milioni di euro.

Sulle bollette “stiamo studiando un meccanismo in cui il calcolo della bolletta dovrebbe in un qualche modo incentivare il risparmio”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervistato alla Festa dei 10 anni di FdI. “Cioè dare una fascia protetta di consumo del 70-80% degli anni precedenti tutelato allo stesso prezzo, poi se qualcuno consuma di più paga un prezzo più elevato. E’ un meccanismo molto complicato che potrebbe esordire la prossima primavera”, ha aggiunto. 

“Sicuramente – ha aggiunto il Ministro – proprio in queste ore il governo proporrà una norma che ci permette di avere tutte le informazioni che in questo momento sono diffuse in vari organismi e autorità”.  “Tutte le informazioni devono essere rese disponibili al governo e al ministero competente, il Mite, e quello dell’Economia. Se faccio una politica per sterilizzare gli impatti sulle famiglie e le imprese – ha spiegato Giorgetti  – devo avere tutte le informazioni su come si forma il prezzo e come evolve giorno per giorno”.

Sul Pnrr “gli obiettivi del 2022 li raggiungeremo e li vogliamo raggiungere e prenderemo la rata che ci aspetta”, ha asssicurato.

“Ieri – ha reso noto – in consiglio dei ministri Salvini ha portato un nuovo codice degli appalti che speriamo di approvare definitivamente entro il mese di marzo” ha detto il ministro dell’economia . “Questa è una delle riforme fondamentali senza costo che potrebbe veramente cambiare tutto il mondo delle pubbliche forniture e degli appalti pubblici. E’ un’altra riforma che è oggettivamente molto importante”, ha aggiunto.

A proposito della Manovra ha spiegato che “Su 20 paesi europei che hanno fatto questo processo, 10 sono stati giudicati parzialmente in linea, cioè promossi con riserva, e 10, tra cui l’Italia, in linea, quindi promossi. Questa è la verità che è incontestabile agli atti” aggiungendo che “Poi come talvolta accade in Italia, c’è chi tifa contro, e sperava in un giudizio parzialmente in linea o non in linea. Ci sono state delle osservazioni: c’è il penultimo paragrafo in cui si esprimono delle riserve rispetto alle raccomandazioni fatte su tre aspetti, la mitica vicenda del pos, il contante e una formula complicata su pensioni. Però sono dei dettagli”.

Interpellato mentre lasciava l’evento Giorgetti ha assicurato: “Nessun condono, c’è tutto quello che c’era prima”.

“Senza una politica per la natalità non c’è futuro per l’Italia, non c’è futuro per le pensioni. Tutti si preoccupano di Opzione donna e rivalutazioni ma se non nascono più italiani che pagano contributi le pensioni tra 15 anni chi le paga?” si è chiesto Giorgetti sempre alla festa per i 10 anni di FdI. “La prima riforma delle pensioni – ha aggiunto – è la politica per la natalità. Cioè aiutare le famiglie con figli, come abbiamo cercato di fare in questa manovra. Non ce ne dà merito nessuno ma questo è quello che si deve fare, anzi spero ci siano anche le possibilità per incrementare”. “L’elemento nuovo di questa manovra, che secondo me è poco ‘pubblicizzato’, ma che è fondamentale, è che abbiamo portato risorse dal sistema previdenziale e messe sulle famiglie e sui figli“, ha spiegato. “Questa è la cosa più importante di questa manovra, di cui si è parlato pochissimo, ma non mi sorprende perché ci vuole coraggio ad investire su quelli che oggi non contano ma che conteranno tra 18 anni ma senza i quali non esisterebbe la sostenibilità del sistema pensionistico. La vera riforma delle pensioni è incentivare la famiglia e la natalità. Prima ancora di tagliare e limitare, se non hai una natalità che potrà sostenere il sistema a lungo termine hai finito tutto”, ha aggiunto.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source