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Marcegaglia ed Exor nell’acciaio svedese 100% green di H2gs

Economia
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  Con il gruppo italiano dell’acciaio Marcegaglia che sarà partner industriale strategico oltre che finanziario, e con l’investimento anche di Exor, parte con una forte spinta tricolore il progetto svedese della startup siderurgica H2 Green Steel, per la prima vera acciaieria al mondo completamente green. Nessuna scommessa sul futuro, c’è anzi piena concretezza: il nuovo esclusivo impianto a emissioni zero, alimentato solo con idrogeno verde, entrerà in funzione nel 2024, anticipando di fatto di ben 6 anni il 2030, anno che quasi tutti i grandi player del settore si sono dati per allinearsi all’obiettivo fissato dalla Ue di ridurre le emissioni a zero entro il 2050. La produzione iniziale sarà di 2,5 milioni di tonnellate di acciaio verde l’anno, per raggiungere già nel 2030 un volume produttivo complessivo di oltre 5 milioni di tonnellate annue.

   Alla chiusura con successo del round di finanziamento di serie A da 105 milioni di dollari, promosso dal fondatore, il gruppo Vargas, in H2gs con l’adesione di partner strategici, investitori finanziari e futuri clienti (nomi di primissimo piano, soprattutto dell’imprenditoria scandinava ma non solo) compare anche Mercedes che vuole così lanciare “un segnale importante per accelerare il cambiamento nell’industria siderurgica” e che ha un obiettivo a breve: “Lanceremo l’acciaio verde per vari modelli già nel 2025”.
    L’acciaieria ‘verde’ sorgerà nella cittadina di Boden, nel nord della Svezia. Il gruppo metalsiderurgico di Gazoldo degli Ippoliti (Mantova), leader globale nella trasformazione dell’acciaio con un fatturato da 5,5 miliardi di euro, interamente controllato dalla famiglia Marcegaglia, “comparteciperà all’iniziativa – spiega – non solo come partner finanziario, ma anche in qualità di partner industriale strategico sia in ambito produttivo sia in ambito commerciale”.

    “Abbiamo riscontrato un enorme interesse da industria, futuri clienti e investitori a lungo termine, per la nostra missione di ridurre a zero le emissioni di CO2 nella siderurgia”, commenta il ceo H2 Green Steel, Henrik Henriksson: “Gli investitori di tutta Europa hanno compreso che la crisi climatica è la più grande sfida del nostro tempo e che è necessaria una trasformazione del settore. La chiusura del finanziamento di serie A è un traguardo importante che ci dà slancio continuo per il percorso che abbiamo di fronte”. Ad investire dinastie come la famiglia di industriali, banchieri e politici svedesi Wallemberg (tramite Fam) e come Ane & Robert Maersk Uggla (svedesi, eredi dell’impero di armatori danese Maersk), e la famiglia Agnelli con Exor. Il gruppo Marcegaglia. L’imprenditrice svedese-americana Cristina Stenbeck. C’è anche Imas, la fondazione di Ikea; C’è Mercedes-Benz ma anche il colosso dei veicoli industriali Scania; e c’è il fondatore di Spotify Daniel Ek. Poi Bilstein Group, Eit InnoEnergy, Kingspan, Sms Group, Stena Metall Finans.
    H2gs alimenterà a idrogeno verde il suo stabilimento utilizzando quindi solo fonti energetiche rinnovabili locali (come l’energia eolica e idroelettrica) e minerale di ferro ad alta qualità, di cui il cluster svedese di Boden, leader mondiale nella metallurgia e nella siderurgia, è particolarmente ricco.
   



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