Moda e fashion: q&a con Nieves Álvarez

Economia

La modella spagnola ricorda i grandi designer che hanno segnato la sua carriera

A cura di Margherita Calabi

Come è cominciata la sua carriera da modella?
“È iniziata nel 1992 quando, all’uscita di scuola, mi fermò un agente di una delle migliori agenzie di Madrid. Non mi ero mai interessata alla moda prima di allora, stavo studiando giornalismo”.

Ha uno stile impeccabile ed è una delle donne più eleganti sul red carpet. Chi è il suo stylist?
“Ho sempre cercato di curare la mia immagine e provato ad essere fedele al mio stile. Da otto anni collabora con me Victor Blanco, uno stylist spagnolo che mi conosce bene. Siamo un buon team e scegliamo generalmente i look insieme. Spesso la sua scelta è così azzeccata che mi basta provare uno solo dei vestiti proposti”.

È brand ambassador di Bulgari e Maserati. Qual è il suo rapporto con l’Italia?
“Sono una grande amante del Bel Paese. I miei primi passi da modella li ho fatti a Milano ed è per me oggi un onore essere ambasciatrice di due marchi con un heritage così importante. è molto presente nella mia vita”.

E’ anche madrina di importanti enti benefici..
“Collaboro con diverse associazioni spagnole, soprattutto quelle che si occupano di bambini con sindromi che di malattie croniche ed hanno bisogno di costosi trattamenti e aiuti psicologici”.

All’inizio della sua carriera è stata la testimonial per il primo profumo unisex di GFF Gianfranco Ferré. Che ricordi ha di questo grande designer?
“È stata la prima importante campagna che ho fatto. Ho sempre avuto molta ammirazione per lui, che era considerato l’architetto della moda italiana. Ho sempre amato l’eleganza degli abiti che realizzava per Christian Dior [Ferré fu il primo direttore artistico non francese a lavorare per la Maison, ndr]”.

Nel 1995, la sua carriera è decollata grazie a un taglio di capelli molto audace. È stata una scelta coraggiosa…
“Agli inizi della mia carriera a primeggiare erano la bellezza e Mi dicevano che avevo un look troppo classico, molto YSL, potevo fare altro e, senza chiedere permesso a nessuno, decisi di tagliarmi in capelli. Fui approcciata da Hermès, seguirono poi la copertina di Elle Francia, la campagna di Guerlain e la foto di YSL scattata da Jean Baptiste Mondino per i mondiali di calcio del 1998”.

Chi è lo stilista che le ha insegnato di più?
“Lavorare vicino a grandi maestri come Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Christian Lacroix, Emanuel Ungaro, Oscar
de la Renta e Hubert de Givenchy mi ha fatto capire che il successo non è solo una questione di talento. Bisogna anche costante ricerca della perfezione”.



Go to Source

Commenti l'articolo