Nadef: fonti, deficit 2023 al 4,5%, spazio da oltre 21 miliardi

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Sul tavolo del Consiglio dei ministri di domani sono attese l’integrazione della Nadef (Nota di aggiornamento al Def) e la Relazione del Governo al Parlamento sull’aggiustamento di bilancio. Non ci sarà invece il decreto con i nuovi aiuti per famiglie e imprese contro il caro-energia, che dovrebbe essere approvato la prossima settimana. Lo si apprende da fonti della maggioranza. Il cdm, che non è ancora stato convocato ufficialmente, è previsto nel tardo pomeriggio.

In base al quadro programmatico della Nadef che arriverà domani al consiglio dei ministri il Pil dovrebbe attestarsi nel 2023 a +0,6% (come nella previsione tendenziale del precedente esecutivo) e l’indebitamento netto al 4,5% del Pil. Lo si apprende da fonti di governo. Con un deficit al 4,5% nel 2023 si apre uno spazio per il prossimo anno di oltre 21 miliardi: questo se l’indebitamento tendenziale restasse confermato al 3,4% come indicato nella Nota al Def messa a punto dal governo Draghi. Non è però escluso che il dato venga rivisto, alla luce dell’ultimo dato sul Pil superiore alle attese nel terzo trimestre 2022.

Il governo si aspetta che il 2022 e il 2023 siano gli anni più complicati sul piano dell’emergenza energetica. E’ quanto indicato nello scenario tratteggiato dalla Nadef. Lo si apprende da fonti di governo, che aggiungono che l’approccio del ministro dell’economia rispetto alla Nadef e successivamente alla manovra sarà improntato ad una grande prudenza.

Nella manovra sarà destinata all’energia una somma non inferiore ai 15 miliardi, si apprende da fonti di governo alla vigilia del cdm sull’aggiornamento della Nadef. Sono previsti anche una ‘manutenzione straordinaria’ del Superbonus 110% e del Reddito di cittadinanza.   
   

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