Pasqua interpreta la Valpolicella, sostenibile e biologica

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(ANSA) – MILANO, 30 NOV – La Valpolicella sa essere sostenibile, tre vigneti e altrettanti progetti centrati sul biologico e sul naturale lo dimostrano. Pasqua Vini ha deciso di sperimentare e coltivarli con differenti approcci alla conduzione agricola: Mizzole, Cascina San Vincenzo e Brasa Coèrta che danno alla cantina veneta tre rossi che rispettano il terroir ma provano a innovare. “La vocazione alla sostenibilità è centrale nella nostra visione. È un tema urgente e per noi non lo è da oggi come dimostrano i nostri progetti. Siamo impegnati a fare sempre meglio e crediamo che la strada della continua ricerca ci caratterizzi” commenta Umberto Pasqua, presidente di Pasqua Vini.
    Riccardo Pasqua, amministratore delegato non nasconde l’orgoglio: “Abbiamo iniziato a sperimentare con il biologico e poi con il naturale, perché le caratteristiche ottimali degli appezzamenti sul crinale di Mizzole ci permettevano di esplorare questa strada. Siamo particolarmente soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto: tre diverse e straordinarie espressioni enologiche del terroir della Valpolicella, che lo interpretano con coerenza ed eleganza, con equilibri diversi e con innovativi approcci in vigneto”.
    Dal vigneto di Mizzole, 200 metri sul livello del mare, da dieci anni coltivato a biologico, sarà certificato il prossimo anno, nasce Cecilia Beretta Mizzole Valpolicella DOC Superiore, curato dall’enologa Graziana Grassini. Il progetto di agricoltura biologica certificata di Cascina San Vincenzo sorge più in alto a 380 metri sul livello del mare da cui nasce un Ripasso che promette longevità.
    Il vigneto Brasa Coèrta, progetto pilota avviato nel 2017 è coltivato a conduzione agricola naturale, ovvero con un apporto tecnologico e umano quasi nullo. (ANSA).
   

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