Rialzo dell’inflazione anche in Usa +7,5%, spread ai massimi da 9 mesi

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Fiammata dell’inflazione anche negli Usa. I prezzi al consumo negli Stati Uniti in gennaio sono saliti del 7,5%, ai massimi dal febbraio 1982 e oltre le previsioni del mercato. L’aumento su base mensile è stato dello 0,6%, sopra le attese degli analisti. Il dato dell’inflazione Usa trascina lo spread tra Btp e Bund che sale a 160 punti base, rispetto ai 155 punti dell’avvio di seduta. Il rendimento sale all’1,84%, portandosi ai livelli di metà maggio 2020.

Schizzano le chance di un aumento dei tassi da mezzo punto percentuale da parte della Fed in marzo. In seguito al balzo dell’inflazione, gli swap indicano una 1 chance su 2 che la Fed alzi il costo del denaro di 50 punti base.

L’Ue nelle stime invernali rivede a ribasso il Pil italiano nel 2022 prevedendo un +4,1% quando, nel rapporto dello scorso novembre, configurava una crescita al 4,3%. Per il 2023 l’Ue stima un Pil al +2,3%. “Le previsioni di breve termine sono oscurate dalla prolungata interruzione di forniture e dal brusco aumento dei prezzi dell’energia. Si prevede che l’erosione del potere di acquisto e l’attenuazione della fiducia dei consumatori scalfiscano la crescita reale nel breve periodo. Ci si aspetta che l’attività economica riguadagni slancio nel secondo trimestre e continui ad espandersi nella seconda parte dell’anno”, scrive l’Ue.

La Commissione rivede al rialzo le attese sull’inflazione per gli alti prezzi dell’energia, ma anche per l’ampliamento delle pressioni inflazionistiche su altre categorie di beni a partire dall’autunno. Nel complesso, l’inflazione nell’area dell’euro, secondo le stime di Bruxelles, nel 2022 arriverà al 3,5% (il 3,9 nell’Ue) prima di scendere all’1,7% (1,9% nell’Ue) nel 2023. Per l’Italia l’inflazione dopo l’1,9% del 2021 è attesa sopra il livello dell’eurozona e al 3,8% nel 2022, per andare poi scendere all’1,6% nel 2023. In autunno l’inflazione nell’eurozona era stata stimata al 2,4% nel 2021, al 2,2% nel 2022 e all’1,4% per il 2023.

“L’inflazione ha alzato la testa negli ultimi mesi del 2021”, rispetto alle precedenti stime “ci si attende che i prezzi dell’energia restino alti per un lungo periodo e questo creerà problemi su alcune categorie di beni e servizi”. Lo sottolinea il commissario Ue agli Affari Economici Paolo Gentiloni presentando le stime economiche invernali. “L’incertezza resta a livelli preoccupanti”, spiega il commissario parlando comunque di “rischi bilanciati per l’economia”. “I fondamentali restano solidi, ci aspettiamo che l’economia Ue riprenderà slancio”, aggiunge. “Il contesto italiano è quello di un’economia che tende a riprendere i livelli di crescita pre-pandemia forse più velocemente di quanto immaginato tempo fa. Le previsioni di crescita positive sono collegate alla buona attuazione del Pnrr sul quale il governo italiano è pienamente impegnato. Noi in tutte le nostre previsioni abbiamo considerato l’influenza dei Pnrr nazionali sugli investimenti, come se andasse tutto nella direzione giusta”. 

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