Sindacati: situazione drammatica, Meloni ci convochi

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di Stefana De Francesco

Pressing dei sindacati sul governo per affrontare quanto prima l’emergenza economico-sociale. Prima che peggiori e diventi ancor più drammatica. Dalla legge di bilancio, che ha tempi stretti, al caro bollette, passando per sanità, lavoro e contratti, redditi e pensioni, l’urgenza dei nodi da sciogliere si fa sempre più evidente mentre l’inflazione corre.
    A fine settimana prossima, venerdì 4 novembre, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha convocato un primo incontro con le parti sociali. Ma i leader della Cgil Maurizio Landini e della Cisl Luigi Sbarra chiedono che sia la premier Giorgia Meloni a chiamare tutti a palazzo Chigi per “un tavolo urgente con il governo per discutere delle varie emergenze del Paese”. Intanto, dice Landini, per sapere “quale legge di bilancio si fa e come si affronta l’emergenza energetica, due punti su cui ancora non abbiamo avuto risposte”.

    La priorità, dicono i due leader sindacali – oggi alla manifestazione in piazza a Roma per difendere la sanità – è salvaguardare il reddito delle famiglie, dei lavoratori, dei dipendenti e dei pensionati.
    Per Landini si deve partire dalla legge di Bilancio e passare a crisi energetica, sanità, lavoro, contratti, redditi e pensioni e la misura principale, la prima a cui ricorrere, è la tassa sugli extraprofitti che va rivista: “Non al 25% ma deve essere totale”, al 100% “perché quella quantità di soldi, 40 miliardi come minimo” fra imprese energetiche ma “anche banche, servizi assicurativi e aziende farmaceutiche, va redistribuita” senza che sia messa in discussione la vita di quelle imprese, osserva Landini. “Vediamo – aggiunge – se il governo anziché pensare a condoni o ad alzare il tetto del contante fa una cosa seria e mette in tasca soldi che i lavoratori non hanno”.

    Di fronte a una inflazione galoppante, salita al 12%, al caro bollette e al sempre più ridotto potere d’acquisto, Sbarra chiede di “mettere sotto controllo prezzi e tariffe, eliminare l’eccessiva speculazione, rinnovare i contratti pubblici e privati e fare un deciso taglio delle tasse soprattutto dei redditi per le persone che rappresentiamo”. Insomma, “è maturo il tempo per un grande accordo, un patto finalizzato a mettere al centro una politica dei redditi, e per orientare i comportamenti delle persone” aggiunge il leader Cisl.

    Dalla ministra del Lavoro, Landini vuole sentire “cosa pensa di approntare e quale rapporto con le organizzazioni sindacali vuole costruire. Noi”, Cgil, Cisl e Uil “abbiamo delle piattaforme molto precise, già presentate ai precedenti governi” su sicurezza, salute, assunzioni, rinnovo dei contratti “da cui dipende davvero il potere d’acquisto dei salari”. Ma non finisce qui. Si passa ai contratti pirata e a come si recepisce la direttiva sul salario minimo nel nostro Paese, la rappresentanza e tutta la materia previdenziale. Quindi “sarà il governo che deve dire cosa pensa delle nostre richieste e se vuole aprire non un dialogo ma una vera e propria trattativa”. 

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