Spread e Piazza Affari in calo nel giorno del voto per il Colle

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La Borsa di Milano peggiora ancora, in linea con gli altri listini europei. Il Ftse Mib cede il 2% a 26.508 punti. Su Piazza Affari pesa la forte flessione delle utility. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 133 punti, con il rendimento del decennale italiano all’1,23%.

“Draghi è stato al governo per quasi un anno: ha guidato l’economia italiana a raggiungere un tasso di crescita del 6,3%, ha organizzato una delle campagne vaccinali di maggior successo d’Europa, ha avviato riforme per affrontare i problemi strutturali dell’Italia, come la burocrazia eccessiva e il sistema giudiziario lento. Draghi potrebbe ritenere che il modo migliore per preservare in futuro i risultati della sua azione di governo sia diventare Presidente della Repubblica, un ruolo che dura sette anni”. Così la Bloomberg nel giorno in cui si inizia a votare per l’elezione del presidente della Repubblica. Per l’agenzia economica, “i presidenti italiani hanno molti più poteri di quello che sembra. Lo spread tra Bund e BTP per ora non si è mosso molto, probabilmente perché i mercati si aspettano che Draghi non lascerà la scena politica“. Ma lo slancio del governo Draghi, si osserva, “potrebbe rapidamente dissiparsi se gli succedesse un primo ministro meno efficace che non ha l’influenza dell’ex capo della Banca centrale europea in patria e all’estero. Ciò potrebbe mettere a repentaglio l’accesso del Paese a oltre 200 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti disponibili dal fondo di recupero della pandemia dell’Unione europea”. Per Bloomberg, il presidente del Consiglio “potrebbe scommettere sul fatto che le sue possibilità di cementare la sua eredità siano migliori se scambierà la carica di premier con la presidenza, che ha un mandato di sette anni. Se terrà il suo attuale lavoro, rischia di essere trascinato nel pantano delle lotte intestine politiche, come successe a Mario Monti, un altro rispettato tecnocrate. E sebbene sia molto apprezzato per la sua eroica difesa dell’euro durante la crisi del debito europeo e vanti alti indici di approvazione, è improbabile che Draghi cerchi un mandato popolare alle elezioni nazionali che dovrebbero svolgersi entro giugno 2023”.

Le Borse europee rallentano ancora con l’indice stoxx 600 che cede l’1,8%. Sui mercati, secondo gli analisti finanziari, pesano le tensioni tra Russia e Ucraina ed i timori per la prossima riunione della Fed con l’ipotesi di un inasprimento della politica monetaria ed una accelerazione sul rialzo dei tassi d’interesse. In calo Londra (-1,1%), Parigi (-1,7%), Francoforte e Madrid (-1,5%). Nel Vecchio continente rallenta il comparto tecnologico (-3,7%), le compagnie aeree (-4%) e le auto (-2,2%). Male anche le utility (-0,9%).Sul fronte valutario l’euro sul dollaro scende a 1,1321 a Londra.

Le Borse asiatiche chiudono contrastate con gli investitori che guardano alla riunione di mercoledì della Fed e temono una accelerazione sul fronte della politica monetaria. Sui mercati tiene banco anche il tema dell’inflazione con il rialzo dei prezzi delle materie prime, in particolare di gas e petrolio. Si guarda anche alla stagione delle trimestrali e all’andamento della pandemia. Chiude in rialzo Tokyo (+0,24%). Sul fronte valutario lo yen torna a guadagnare terreno sul dollaro a 113,80, e sull’euro a 128,90. A contrattazioni ancora in corso sono in calo Hong Kong (-1,1%), Seul (-1,5%), Mumbai (-1,8%). Poco mosse Shanghai (+0,01%) e Shenzhen (+0,1%). Sul fronte macroeconomico in arrivo gli indici Pmi manifatturiero e servizi preliminari di Francia, Germania, Regno Unito, Eurozona e Stati Uniti. Dall’Italia la bilancia commerciale.

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