Twitter: Musk, sui licenziamenti non avevo scelta

Pubblicità
Pubblicità

Elon Musk torna a parlare del brutale licenziamento del 50% dei dipendenti di Twitter. “Sfortunatamente non c’è scelta quando un’azienda perde oltre 4 milioni di dollari al giorno”, ha scritto sul social media il nuovo proprietario della compagnia di San Francisco sottolineando che a tutti coloro che sono stati cacciati “sono stati offerti tre mesi di stipendio”. come buona uscita, “che è il 50% in più di quello che è richiesto” dalla legge.

La scure di Elon Musk si abbatte sui dipendenti di Twitter. Il miliardario si prepara a dimezzare la forza lavoro della società che cinguetta mandando a casa 3.700 persone fra le attuali 7.500. E chiede a chi resta di tornare in ufficio già da lunedì, revocando di fatto in un batter d’occhio la politica del lavoro da remoto ovunque di cui i dipendenti Twitter godevano da tempo.
    Da quando ha assunto il controllo della piattaforma Musk lavora ininterrottamente per aprire una nuova era per il social.
    Con accanto i suoi fedelissimi e molti ingegneri di Tesla sta esaminando ogni dettaglio dei codici e dei prodotti per individuarne le criticità e gli eventuali punti di forza, e soprattutto per portare avanti la sua crociata contro gli account spam e falsi. Una battaglia che passa per un modello ad abbonamenti da 8 dollari al mese per ottenere un account verificato. La mossa ancora in cantiere si è già attirata una pioggia di critiche, alle quali Musk – anche se sommerso di lavoro – sta rispondendo personalmente sotto il nuovo titolo di ‘Twitter Complaint Hotline Operator’.
    Lo ha fatto con l’autore Stephen King ma anche con la star dei democratici Alexandria Ocasio-Cortez, alla quale ha replicato per le rime. “Un miliardario pensa di poter vendere l’idea che la libertà di parola è un piano di abbonamenti da otto dollari al mese”, ha twittato Aoc, così come è conosciuta la deputata liberal. La risposta di Musk è stata immediata: “la tua opinione è apprezzata, ora paga otto dollari”. Non contento il miliardario ha allegato al suo cinguettio una foto delle magliette vendute da Ocasio-Cortez con il suo simbolo al prezzo di 58 dollari. Una provocazione esagerata per la star dei democratici che, piccata, ha replicato: “i miei dipendenti appartengono al sindacato, hanno benefit e ognuno di loro è pagato con un salario minimo. Tu sei un demolitore di sindacati, con un problema di ego che guadagna sottopagando e maltrattando le persone”.
    A guardare con preoccupazione alle mosse di Musk sono anche i gruppi a difesa dei diritti civili preoccupati dal possibile dilagare di odio e razzismo sulla piattaforma. Nel tentativo di rassicurarli il miliardario li ha incontrati via Zoom. Di fronte ai loro timori Musk ha assicurato che gli account sospesi non saranno riattivati fino a quando non sarà definito un processo chiaro per farlo. Una rassicurazione e un dialogo che gli estremisti di destra bocciano spingendosi a definire il miliardario un traditore. Un’etichetta che mostra e conferma la capacità di Musk di riuscire, in un modo o nell’altro, a far irritare tutti, dalla destra alla sinistra senza distinzione.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source