Ucraina: Borsa russa perde l’8% in apertura

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La Borsa di Mosca continua ad affondare. Dopo essere precipitata ieri ai livelli della crisi del 2014, riparte con un calo dell’8% dopo pochi minuti dall’avvio degli scambi. 

Gli indici azionari in Asia perdono terreno, per la terza seduta consecutiva sull’escalation delle tensioni in Ucraina. Localmente la nuova stretta normativa sul settore tecnologico cinese hanno messo alla prova gli investitori. L’indice MSCI Asia Pacifico è crollato fino al 2,1% al minimo di tre settimane, Tokyo ha perso l’1,71%, Seul l’1,3%, Shanghai lo 0,96%, Shenzhen l’1,23% e Hong Kong, ancora aperta, cede il 2,8 per cento.
“In effetti, attendiamo sanzioni contro la Russia dall’Occidente, che introdurrebbero un livello elevato di instabilità finanziaria nei mercati globali” commenta un analista. “E poi la rappresaglia sul taglio delle forniture di gas all’Europa, dove l’aumento dei prezzi potrebbe distruggere la domanda e innescare una maggiore inflazione”.
Il prezzo del gas naturale vola sull’acuirsi della crisi ucraina: la quotazione sulla piazza di Amsterdam è a 80 euro Mwh con un aumento del 10% dopo essere salita fino a 82 euro con un rialzo del 13,2%.

Quotazioni del petrolio in netto rialzo con l’acuirsi della crisi in Ucraina: questa mattina il Brent del Mare del Nord tocca i 97,51 dollari al barile con un aumento del 2,21% mentre il Wti guadagna il 3,95% a 94,64 dollari al barile.

Avvio di giornata in rialzo per lo spread tra Btp e Bund tedeschi che, dopo le prime battute, segna 171,9 punti a fronte dei 170 della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano scende però all’1,88%.

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