Unicredit punta sul digitale, ai soci 16 miliardi in 4 anni

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Unicredit ha approvato il piano strategico 2022-2024, chiamato “unlocked” a sottintendere l’obiettivo di sprigionare il valore intrinseco e inespresso dalla più internazionale delle banche italiane, presente, oltre che nel nostro Paese, anche in Germania, Austria e nell’Est Europa.
    La banca punta ad arrivare a fine piano, nel 2024, con un utile di 4,5 miliardi di euro, rispetto ai 3,3 miliardi attesi per quest’anno, e di aumentare i ricavi netti dagli oltre 16 miliardi di fine 2021 ad oltre 17 miliardi mantenendo un cet1 di almeno il 12,5-13%. Prevista, tra il 2021 e il 2024, la distribuzione di almeno 16 miliardi di utili, tra cedole e buyback, agli azionisti, con una base di 3,7 miliardi nel 2022.
    L’Italia, tornata centrale nei piani dell’ad Andrea Orcel, contribuirà ai risultati del gruppo con oltre 2 miliardi di euro di utile al 2024.
    Per realizzare i suoi obiettivi la banca investirà 2,8 miliardi sui dati e sul digitale, centralizzerà le fabbriche prodotto in due divisioni, una per le imprese e una per gli individui, e ridurrà il rapporto tra costi ricavi dall’attuale 56% al 50% a fine piano, agendo sia sulla leva dei ricavi che su quella dei costi, attesi in calo di 500 milioni nel 2024 al netto di 600 milioni di investimenti e 500 milioni di inflazione. Il comunicato della banca non dà indicazioni sul numero degli esuberi ma solo sulle assunzioni, che saranno in totale 3.600, di cui 2.100 nel digitale e nei dati.
    “La nostra rete pan-europea di 13 banche leader e la pluralità di talenti interni al gruppo saranno unite da una comune ragion d’essere: dare alle nostre comunità le leve per il progresso. Stiamo investendo nel settore del digitale e dei dati e nel nostro business, riportando i clienti al centro. Con questa strategia otterremo rendimenti significativamente più elevati e in progressiva crescita per i nostri azionisti, facendo crescere il nostro business e mantenendo una solida posizione di capitale”, ha dichiarato il ceo di Unicredit, Andrea Orcel. Che in tema di acquisizioni mantiene un atteggiamento opportunista (“non escludo e non pianifico M&A”) riservandosi di valutare le opportunità che dovessero presentarsi. 
   

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