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Il problema non sono i giovani che vogliono formattare il Pdl, ma chi il Pdl l’ha creato: Silvio Berlusconi. A dirlo non è un sindaco ribelle ma quello di Roma Gianni Alemanno, primo cittadino d’estrazione An e anche piuttosto stagionato.  ”Credo che Berlusconi debba seguire l’esempio di Aznar e Blair, e cioè dare il via a una grande fondazione e farne il presidente. Da quella sede dovrebbe dare indicazioni, messaggi”. Una posizione defilata, per non ingombrare il campo ai vari leader attuali e futuri. Angelino Alfano, certo, ma soprattutto Luca Cordero di Montezemolo, l’uomo che potrebbe riunire il centrodestra (e i reduci di An e Forza Italia). Le parole di Alemanno ad Agorà, su Raitre, non sono leggere e raccoglierebbero il consenso anche di altri esponenti del Pdl, e non provenienti dalla destra ex finiana. Anche insospettabili  fedelissimi del Cav preferirebbero vedere l’ex premier fuori dalla mischia, da padre nobile. Ma esterno al Pdl. Un esempio di quanto Silvio scompigli i giochi? Alemanno lo dà riferendosi alla celebre gaffe di Alfano venerdì scorso, alla presentazione in Senato della proposta sul semipresidenzialismo. “Estremamente giusta – esordisce il sindaco di Roma – ma il contesto era vecchio. Era sbagliata quella conferenza stampa insieme perché la presenza di Berlusconi ha creato un cortocircuito”. Quello che per inciso ha portato Alfano a riferirsi al Cav come “presidente della Repubblica”. “Il fatto che ci fosse l’ex premier e si parlasse di presidenzialismo, ha fatto credere che lui si volesse candidare e ha depotenziato la proposta”. Che Alemanno e il Pdl lancino lo slogan “per sfortuna che Silvio c’è?”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Alemanno guida la rivolta: il problema è Berlusconi

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