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“Se il Csm, dal presidente e dal vicepresidente in giù, non se la sente di fare il proprio dovere, tanto vale scioglierlo”. Marco Travaglio chiude così il suo editoriale sul Fatto quotidiano in edicola oggi, 13 agosto 2013. Un editoriale tutto dedicato al giudice Antonio Esposito e al linciaggio al quale è sottoposto da dodici giorni a questa parte: da quando cioè ha pronunciato la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi. La cosa che lamenta Travaglio, al di là della gogna a cui è sottoposta la toga, è l’assoluto silenzio da parte dei colleghi magistarati e del capo dello Stato. “Intorno a lui tutto tace. Tace Napolitano, troppo occupato a riflettere sull’agibilità politica del pregiudicato e a riceverne gli emissari. Tace Vietti, solitamente così garrulo. Non tace purtroppo il ministro Cancellieri che sguinzaglia gli ispettori mentre il Csm apre un fascicolo disciplinare contro Esposito”. Un fascicolo che secondo Travaglio non avrebbe dovuto essere aperto perché, spiega, l’ordinamento giudiziario 269/2006 “sanziona le dichiarazioni o interviste che riguardino soggetti coinvolti negli affari in corso di trattazione”, non quelli chiusi da sentenza definitiva come il processo Mediaset.

Di giustizia ingiusta parla anche il direttore Maurizio Belpietro che dedica l’editoriale di oggi alla vicenda di Yara Gambirasio. Archiviata la posizione dell’unico sospettato le indagini della 13enne sono tutte da rifare, cancellati tre anni di esami del dna, intercettazioni e caccia ai mitomani. questa è l’ennesima prova per Belpietro che i pm sono efficienti solo quando c’è da mandare in cella Berlusconi. “Anche un fesso capirebbe che un sistema del genere non funziona”, scrive il direttore di Libero. “Anche uno che non fosse un fine giurista, ma un semplice cittadino intuirebbe che certi reati dovrebbero avere la precedenza e le indagini dovrebbero essere affidate a chi ha più esperienza: chiunque, ma non chi si occupa di giustizia. Per i reati di mafia c’è la procura antimafia, ma per gli omicidi, per i delitti che colpiscono l’opinione pubblica e hanno per vittima una ragazzina invece non c’è alcuna procura speciale. Ci si occupa di Yara come di un semplice reato contro il patrimonio. Con le stessa perizia. Certo, nel caso di una ragazzina ammazzata, almeno lì, non c’è di mezzo Berlusconi. E dunque anche se sul fascicolo cala la polvere nessuno si scandalizza. Nessuno finisce sotto i riflettori”.

Del futuro del Cavaliere e del suo partito scrive invece Giuliano Ferrara sul Foglio di oggi. Nell’articolo firmato con l’elefantino rosso, il direttore torna a disquisire sulla discesa in campo della Cavaliera. “La scelta di Marina Berlusconi sarebbe ovviamente rivoluzionanaria, nuova, inaudita, una grande story per la curiosità e l’attenzione del mondo, un fattore di stupore e di rinnovamento generazionale che non ha biosogno di spiegazioni ed è all’altezza della scommessa. Si può fare diversamente, forse. Ma non si può trasformare una storia di dolore e di riscatto, di privato e di pubblico, di colpi bassi e colpi di scena, in una favola del cavillo e dell’attesa, del rinvio e della mano tesa. La politologia a volte è molto semplice: chiunque al posto di Marina Berlusconi, a parte il padre, sarebbe percepito come una soluzione interna, ordinaria, più debole. E allora, come dice Striscia la notizia, presto che è tardi”.


pubblicato da Libero Quotidiano

Ferrara insiste Marina, Marina, Marina… Belpietro pm efficienti solo col Cav, con Yara invece… Travagio di fuoco contro Colle e guardasigilli

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