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Un sì condizionato al Fondo salva-stati Esm: gli otto giudici della Corte costituzionale tedesca hanno dato un parziale via libera che non affossa l’Eurozona e che, pur rischiando di rallentare le operazioni di Unione europea e Bce regala ossigeno ai mercati. Secondo prime indiscrezioni le toghe rosse di Karlsruhe, rispondendo al quesito se fondo salva-stati permanente e fiscal compact fossero compatibili con la costituzione tedesca, imporrebbero alla cancelliera Angela Merkel di riferire in parlamento ogni notizia riguardante il fondo. D’altronde, nel fondo da 500 miliardi che servirà a salvare i paesi pericolanti Berlino ha investito una quota di 190 miliardi (il 27% del totale), primo contribuente europeo. C’è anche il vincolo quantitativo: la Germania non potrà mettere sul tavolo più di quei 190 miliardi senza il sì del Bundestag. Logico che ai tedeschi l’idea di pagare di tasca propria i guai dei partner non vada a genio. 

Bruxelle applaude, le borse volano – Scartata l’ipotesi drammatica di un no secco, questa era l’ipotesi più temuta ma fortunatamente le condizioni imposte dalla consulta non sono tremende per l’Ue. La Consulta tedesca si è “limitata” di fatto a rivendicare il primato della politica e del Bundestag, il parlamento, che dovrà dare l’ok a ogni decisione presa a Bruxelles in materia. Il rischio, come detto, è quello di rallentare le decisioni e vincolare la Merkel alla volontà dei “falchi” del suo partito, la Cdu. Ma su questo piano la palla passa alla diplomazia europea. Non a caso l’Europarlamento, appreso il sì condizionato della Verfaussungsgericht, ha però applaudito tirando un sospiro di sollievo, a Piazza Affari è stata pioggia di acquisti con segno positivo in aumento mentre lo spread tra Btp e Bund è sceso ancora, a 343 punti. Insomma, secondo i mercati poteva andare peggio. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Fondo salvastati, la Consulta tedesca dice sì

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