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Lo spettro dall’ingovernabilità. Ecco il primo risultato che esce dalle urne. Oltre a tanta confusione e incertezza. Chi farà il premier? SDono iore di grande dilemma per Giorgio Napolitano: a chi darà l’incarico di formare il nuovo governo ? Pier Luigi Bersani che credeva di avere la vittoria schiacciante in tasca si è fatto rosicare voti uno dietro l’altro da Silvio Berlusconi fino a farsi agguantare da Silvio. Vorrebbe fare il premier ma i numeri lo inchiodano a una maggioranza risicatissima. Berlusconi ha sempre detto che non avrebbe fatto il premier, che preferisce la poltrona del ministero dell’Economia, Mario Monti, il tecnico prestato alla politica non ha sfondato, non è riuscito a  portare a casa un buon risultato (se non quello di lasciare a casa Fini), Casini è stato trombato. Allroa?  La prima ipotesi che viene più facile, a guardare i numeri del Senato, è (come scrive Salvatore Dama su Libero in edicola oggi, martedì’ 25 febberaioo, l’inciucio Pdl-Pd. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi. 

Nomi nuovi Circolano i nomi di Corrado Passera, come presidente del Consiglio terzo ma di un governo più politico di quello che siede attualmente a Palazzo Chigi. E gira anche la variabile generazionale: un esecutivo, sempre sostenuto da una maggioranza trasversale, a guida Angelino Alfano o Matteo Renzi. “Ma, è la condizione ineludibile che pone Berlusconi per aprire una linea di dialogo con la sinistra, «il primo provvedimento del nuovo governo deve essere la restituzione dell’Imu”. Lo deve fare il prossimo esecutivo. Altrimenti, come ha promesso in campagna elettorale, toccherà a lui mettere mano al suo portafo


pubblicato da Libero Quotidiano

Il dilemma di Re Giorgio: chi fare premier E spunta la carta Passera

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