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Il Pd ha trovato la trappola per Matteo Renzi e per gli “ospiti” indesiderati alle primarie per la segreteria del Nazareno. Il grande scontro tra renziani, bersaniani, e givani turchi è uno solo: “chi vota alle primarie?”. I fedelissimi del rottamatore vogliono primarie aperte a tutti per racimolare anche consensi dal centrodestra. I farisei del Nazareno invece tifano per un voto a porte chiuse e dedicato solo agli iscritti al partito. Domani alla direzione nazionale del Pd il problema potrebbe essere risolto con un trucchetto.

La trappola – Guglielmo Epifani proporrà probabilmente “l’albo dei votanti”. Liste a cui è possibile iscriversi per votare alle primarie. Un’apertura del voto solo apparente. La registrazione all’albo dei votanti infatti non implica l’adesione al Pd. Così potrebbe votare chiunque. Ma qui scatta il trucco. A pensarlo e a proporlo è stato Giuseppe Fioroni, lettiano di ferro. La sua idea è di far votare tutti ma con un contributo minimo di 10 euro a persona. Insomma votare per scegliere il prossimo segretario del Pd può costare più di una serata al cinema. Con l’abolizione del finanziamento ai partiti, punto sul quale il premier non vuole cedere, si va verso l’autofinanzaimento. I democratici rischiano di mettere in cassa integrazione circa 180 dipendenti: soldi in cassa ce ne sono pochi. Così arriva l’idea di trasformare le primarie in una mega occasione per fare bottino. La data per il voto dovrebbe essere quella del 15 dicembre. Renzi non ha preso bene gli spifferi del Nazareno è si è chiuso in silenzio stampa. I suoi protestano sia per l’obolo eccessivo per il voto sia  per una data considerata troppo vicina alle ferie natalizie, e comunque posteriore a quella stabilita dallo statuto, il 7 novembre. Un ordine del giorno firmato da Pittella, Civati, Bettini, Gozi e Ricci chiede di “determinare entro la prima settimana di agosto la data di inizio della fase congressuale, che dovrà concludersi comunque entro la fine del 2013”.

La testa di Renzi vale 10 euro – Insomma la confusione regna spovrana ma se dovesse passare la linea Fioroni dei “10 euro” (alle scorse primarie per la premiership il costo del voto era di 2 euro), automaticamente verrebbero a mancare all’appello diversi elettori estranei al Pd che avrebbero votato Renzi. Difficile pensare che un elettore medio di centrodestra o di centro spenda, in tempi di crisi, 10 euro per scegliere il segretario del Pd. Intanto al Nazareno tira aria di tempesta dopo le parole del viceministro dell’economia Stefano Fassina che ha affermato: “In Italia si evadono le tasse per necessità, per sopravvivere”. Epifani prova a metterci una pezza e afferma: “Le parole di Fassina sono state equivocate.  La sua frase – spiega il leader del Pd – era relativa a una constatazione che non voleva essere una giustificazione. La lotta al nero non solo la linea è del Pd, ma quella giusta per il Paese”. Sarà, ma intanto Fassina sembrava sicuro delle sue parole. Domani il Pd proverà a fare chiarezza con se stesso. La direzione si annuncia infuocata. E i lettiani, Fioroni in testa preparano la vendetta sul sindaco di Firenze. La testa di Renzi vale 10 euro...(I.S.)


pubblicato da Libero Quotidiano

Il Pd prepara la trappola per Renzi, primarie il 15 dicembre, votare costerà 10 euro a persona

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