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Non ci sono al momento segni di combattimenti in Siria, dopo che alle 6 ora locale (le 5 in Italia) è entrato il vigore il cessate il fuoco previsto dal piano Annan, che ha mediato un accordo di tregua fra governo e ribelli. L’osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di esplosioni nella città di Zabadani, vicino al confine con il Libano, poco dopo il cessate il fuoco, ma ha aggiunto che non è chiara l’origine degli scoppi. Un residente in città ha detto che questa Š stata bombardata nella notte, ma che non si è sentito niente dopo il cessate il fuoco. Attivisti nelle città di Hama, Homs e Damasco riferiscono che la situazione è calma. Il regime secondo il piano avrebbe dovuto ritirare le sue truppe dalle città teatro di combattimenti martedì scorso, ma questo non era avvenuto. Ieri, alla vigilia del cessate il fuoco, sono stati uccisi 25 civili in combattimenti. Il ministero della Difesa ieri aveva detto che avrebbe interrotto le operazioni militari giovedì mattina, ma non aveva parlato di ritiro dalle città e aveva precisato che avrebbe reagito a qualsiasi «assalto» di gruppi armati. Gli attivisti hanno riferito di non aver visto alcun segno di ritiro dei carri armati dai centri abitati.


pubblicato da Libero Quotidiano

In Siria non si spara più carri armati restano nelle città

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