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Il Comune sperava di ricavare oltre quattro milioni di euro dalla vendita di 32mila metri quadrati (in più lotti)  sull’isola maggiore delle Tremiti, San Domino, e del lotto unico di 37mila mq   sull’isola di San Nicola, terreni che rientrano in un Piano di   edilizia economica e popolare. In particolare, su San Domino, dove vivono i circa 500 abitanti, la superficie complessiva del lotto edificabile è di mq 31.585 con vendita in porzioni di lotto dell’importo stimato in euro 370.536 ciascuno. Su San Nicola il lotto è unico, esteso mq 37.046 ed in vendita per intero ad euro 363.825, secondo la stima. Sull’esito dell’asta potrebbero aver pesato le numerose polemiche e lo scontro tra l’assessore regionale all’assetto del territorio Angela Barbanente ed il commissario Carmela Palumbo tanto da far ritenere per qualche settimana che la procedura era stata sospesa e costringere il Comune a ribadire invece che era tutto ancora in corso.

Campagna elettorale – Alle Tremiti peraltro a maggio si vota: sono quattro i candidati  alla carica di sindaco e quello dell’asta non è il principale   argomento di campagna elettorale visto che il turismo rimane il tema di punta, peraltro nell’anno in cui se nè andato un “tremitese”   adottivo doc, il cantautore Lucio Dalla, che aveva eletto le isole a   suo “buen retiro” estivo e a cui in estate sarà dedicato un memorial. D’altra parte, l’equilibrio su cui nasceva l’asta era fragilissimo: da un lato le esigenze di cassa e di ripianamento del deficit pubblico e dall’altro la tutela di isole affascinanti e   perennemente minacciate da trivellazioni petrolifere o speculazioni edilizie.

La leggenda – La leggenda racconta, una delle tante che circolano sulle cosiddette Diomedee, dal nome dell’eroe acheo Diomede,  che l’arcipelago sia nato dalle rocce e dai bastioni della città di   Troia presa e conquistata. I massi scaraventati nel mare diedero vita   alle tre isole principali. E molti temono che l’asta possa diventare il “cavallo di Troia” per una speculazione edilizia. Sta di fatto,   comunque, che ogni volta che un progetto riguarda le Tremiti, i vincoli vigenti ed il fascino delle isole sono una forte motivazioneper dire “no”.

C’è il petrolio – Non è molto lontana nel tempo l’intenzione di realizzare un ponte in legno, una “passeggiata turistica e commerciale”, tra San Domino ed il Cretaccio. Più recente e più preoccupante è il timore di estrazioni di petrolio al largo delle Diomedee. Un rischio che al momento appare scongiurato e che aveva fatto mobilitare lo stesso   Lucio Dalla. La Regione, nell’ambito della procedura di valutazione   ambientale, ha espresso un chiaro parere “sfavorevole” all’istanza della Petroceltic che intendeva effettuare delle prospezioni anche a   mezzo di “airgun’’ sottomarini, i “lanci” di onde sonore che sono   particolarmente dannose per i mammiferi marini e che sono   “sospettati” di essere una delle cause della morte dei sette capodogli che si spiaggiarono sul Gargano due anni fa.

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Isole Tremiti in vendita ma nessuno le vuole

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