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La Lega grida al bavaglio. Lo fa col suo responsabile Comunicazione, il deputato Davide Caparini. «A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro Maroni, Vendola e Di Pietro hanno depositato in Cassazione un’iniziativa politica» spiega il parlamentare «Mentre ad attendere la coppia Vendola-Di Pietro e compagni c’era uno stuolo di giornalisti e telecamere del servizio pubblico, la proposta di legge costituzionale d’iniziativa popolare della Lega Nord è stata trattata come una qualsiasi dichiarazione quotidiana del politico di turno. Eppure in entrambi i casi si tratta di partiti all’opposizione ed entrambe le iniziative hanno visto i leader in prima fila. Ma mentre per Sel e Idv i tg Rai hanno offerto la massima copertura possibile, per la Lega, su temi fondamentali come Euro e fisco, poco o nulla. Ci sembra francamente una censura che non ha nessuna giustificazione se non quella della pessima abitudine di una certa stampa di oscurare le nostre iniziative. Un trattamento che non meritiamo e che soprattutto non meritano i cittadini che hanno il diritto di essere informati così come il servizio pubblico ha il dovere di fare». La polemica di Caparini anticipa le proteste di alcuni militanti dopo la trasmissione Ballarò di martedì sera. In studio, Roberto Maroni. Questa mattina alcuni leghisti hanno telefonato a Radio Padania per commentare il dibattito condotto da Giovanni Floris. E parecchi lo hanno accusato di faziosità e di partigianeria nei confronti del sindaco di Firenze Matteo Renzi.


pubblicato da Libero Quotidiano

La Lega grida alla censura

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