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Martina Monti ha 24 anni ed è già nella giunta comunale di Ravenna, con deleghe alla polizia municipale, sicurezza e immigrazione. Finora, però, la sua vita politica, iniziata nell’Italia dei Valori, non è stata tutta rose e fiori: da mesi la ragazza è infatti oggetto di critiche per il suo abbigliamento troppo sportivo, non consono al contesto di riferimento.

“L’abito fa il monaco” – L’ultimo attacco l’ha sferrato il consigliere ravennate del Pdl Alberto Ancarani, che alludendo all’abbigliamento troppo giovanile di Martina, sul suo profilo di Facebook ha prima scritto: “Continuo a trovare intollerabile che si presenti al cospetto del comandante dei carabinieri e del sindaco che l’ha nominata (mi chiedo anzi perché continui a consentirglielo) così abbigliata. Datemi pure del bacchettone ma ci sono casi in cui l’abito fa il monaco. Lei già è un pessimo monaco di suo, in più non si mette neppure l’abito che la renda più ‘monaco’. Imbarazzante da ogni punto di vista”. Ad Ancarani non è piaciuto il look che la MOnti ha tenuto durante il summit del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica: in una foto pubblicata sul settimanale Ravenna Notizie, accanto ai carabinieri in divisa, l’amministratrice indossa t-shirt, golfino, scarpe da ginnastica e borsa sportiva a tracolla.

“Non sanno cos’altro criticare” – Ulteriori critiche sono arrivate da un altro esponente dell’opposizione Pdl, Maurizio Bucci, che ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti della Monti, ritenendo il suo operato “inutile e d inefficace nel contrasto a prostituzione, spaccio, fatti sangue, corruzione, cellule anarco-insurrezionaliste”. A tutto questo Martina ha risposto per le rime: “Sono convinta che sia molto più facile attaccare me in quanto donna e per la mia giovane età”, afferma. “Così si parla alla pancia della gente, ma reali motivazioni per mettere in discussione il mio operato finora non ci sono viste. Le parole dell’opposizione sono pretestuose e il mio abbigliamento sembra sia l’unico elemento su cui far leva. Poi va detto che le questioni della pubblica sicurezza sono di competenza dello Stato, ma il Comune è il primo fronte istituzionale per il cittadino e dunque noi rispondiamo anche di questioni al di fuori della nostra diretta pertinenza”. La Monti poi conclude decisa: “Ciò su cui intendo lavorare è quello di riequilibrare la percezione di sicurezza con la situazione oggettiva. I reati sono aumentati in tutta Italia e Ravenna ne risente di più perché è sempre stata una città tranquilla. Ma come assessore mi rendo conto che la limitatezza delle risorse economiche ci consente di realizzare solo un milionesimo di ciò che vorremmo. Confidiamo dunque nella Regione e nel bilancio 2013 per avere più disponibilità. Intanto, per quello che mi riguarda, non mi dimetto e mi si giudichi per qualcosa di più sostanzioso delle mie scarpe”.


pubblicato da Libero Quotidiano

L'assessore è troppo sportiva, Pdl la sfiducia

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