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Rimini, 9 nov. – (Adnkronos) – L’industria cartaria in Italia soffre il calo dei consumi dovuto alla crisi ma soprattutto il peso dei costi dell’energia che gravano sulle imprese per oltre il 20% in più rispetto ai competitor europei. E in questo contesto, pesa la competitività tecnologica che si è spostata in Cina e Sud Est asiatico con la complicità degli scandinavi. “Non possiamo competere con Paesi che hanno economie pianificate e ingenti aiuti di stato: la Cina nel 2011 ha prodotto 99.3 miliardi di tonnellate di carta e nel 2012 raggiungerà quota 103-104 milioni di tonnellate con una crescita del 7,8 %”. Così, Paolo Culicchi, presidente di Assocarta, intervenendo alla tavola rotonda “Dal riciclo della carta all’eco-design” alla Fiera Ecomondo di Rimini.

“Per l’industria cartaria questo è un periodo di notevole transizione – spiega – Se prima della crisi in Italia venivano prodotte 10 milioni di tonnellate di carta, oggi raggiungiamo quota 8,4 milioni di tonnellate”. Questo calo, spiega il presidente di Assocarta , “è dovuto alla riduzione dei consumi generale che si rispecchia per la nostra industria nel calo della produzione di carta stampata ma anche nella riduzione della produzione di carta per imballaggio: nel quinquennio 2007-2012 sono state perse 700 mila tonnellate di ondulati. La domanda è debolissima e si imballa sempre meno”.

Un impulso al comparto della carta può arrivare dall’industria del riciclo visto che “la crisi della carta – spiega Carlo Montalbetti, direttore Comieco – è legata al reperimento della materia prima ma l’Italia in questa direzione ha fatto un balzo straordinario: siamo passati da una penuria di materia prima alla completa sostituzione di questa con quanto proveniente dalla raccolta differenziata. Oggi siamo diventati persino esportatori”.

“La raccolta differenziata nel 2011 si è dimostrata stabile nonostante l’importante calo dei consumi e nel 2012 a fronte di un calo sempre più pesante dei consumi ha subito solo una lieve flessione, a dimostrazione che si sta consolidando un comportamento virtuoso tra gli italiani. Un comportamento virtuoso che riguarda in primis carta e cartone”, aggiunge il direttore di Comieco.

Un comportamento virtuoso che però non si dimostra sufficiente a raggiungere gli obiettivi prefissati: al di fuori del mondo della carta, se osserviamo la quota generale del riciclo, l’Italia si assesta al 30% quando secondo gli obiettivi dovrebbe raggiungere il 65%.

E a proposito di riciclo e recupero di carta e cartone, P-One, azienda del gruppo Pro-Gest specializzata in design ecosostenibile, in collaborazione con Pamio Design, ha presentato e Ecomondo la sua nuova collezione di eco-arredi in cartone riciclato proveniente dalla filiera del riciclo Pro-Gest, dall’esclusivo design e al 100% made in Italy.


pubblicato da Libero Quotidiano

Più riciclo e meno costi di energia, lo chiede l'industria cartaria

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