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di Fosca Bincher

L’idea l’ha lanciata un poliziotto simpatizzante del Movimento 5 stelle, ed è diventata in pochi giorni uno dei temi più discussi della piattaforma programmatica: riaprire le case chiuse. Il tema sembra appassionare i simpatizzanti del movimento di Beppe Grillo assai più dell’appoggio parlamentare a un governo di Pier Luigi Bersani-Gargamella. Anche se divide come è ovvio le donne del movimento, che sin sono lanciate in uno dei dibattiti più antichi del mondo.

 Il poliziotto che ha lanciato il sasso senza nascondere la mano si chiama Marco Petrin e lo ha spiegato con grande semplicità: «Sono un vostro elettore e piccolo finanziatore con paypal», ha scritto lanciando la discussione sulla piattaforma nazionale di M5S, «quindi totalmente con voi. Vorrei però fare una proposta e sentire cosa ne pensate. Premesso che faccio il poliziotto e lavoro in strada tutti i giorni come operatore controllo territorio in volante e quindi sento tante lamentele della gente e vivo i problemi della città, non si potrebbe eliminare il problema delle prostituzione in strada ed aprire delle  “case chiuse”   come in tanti Paesi europei?  Si eliminerebbero le prostitute in strada che creano disagi alla cittadinanza, si eliminerebbero tutti gli sfruttatori e la criminalità che vi è alle spalle, si creerebbero un mare di posti di lavoro con tutto l’indotto che si creerebbe, pagherebbero milioni di euro di tasse, sarebbe più decente, umano e sicuro sia per le prostitute che per i clienti. Io addirittura farei scaricare dal 730 le prestazioni ricevute come quelle mediche». Ed è stato subito un diluvio di adesioni. Con la maggiore parte degli aderenti che considerano la proposta una delle medicine più adatte del momento. Con vantaggi di ogni tipo: sanitari, di lotta alla criminalità, entrate fiscali, decoro e perfino previdenziali visto che si recupererebbe a contribuzione anche quel mestiere che vi sfugge, garantendo certo un assegno di vecchiaia che oggi non viene erogato.

Sul recupero a tassazione di Bocca di Rosa non si è al momento pronunciato il genovese Grillo, ma i militanti a cinque stelle si sono davvero lanciati, zittendo i pochi (tutte donne) indignati pronti a sventolare la bandiera del rispetto della donna e l’immoralità di un riconoscimento di fatto della prostituzione. Sono state altre donne però a rimbeccare le militanti indignate. Come Claudia W che ha replicato: «La prostituzione diventa sfruttamento nel momento in cui non vi è l’obbligo di scelta. Siamo un paese libero e come tale ognuno può scegliere cosa fare del proprio corpo. Legalizzarla vuol dire poter dare scelta a quelle donne che decidono consapevolmente di vendere il proprio corpo». E se qualcuno preferirebbe prendersela con i clienti calmando il loro testosterone, la maggiore parte dei grillini appoggia la proposta di riapertura delle case chiuse con argomenti simili a quelli usati dall’attivista siciliano Domenico Cucinotta: «Ma  come fai ad eliminare gli uomini che ci vanno? ci vanno quelli di potere che dovrebbero dare l’esempio. È meglio regolamentare la prostituzione. Istituendo delle strutture apposite, diventerebbe un mestiere a tutti gli effetti (quindi lo si farà per scelta e non come adesso x costrizione!), in + si eviterebbero persone che spuntano nel reparto di malattie infettive per capire se positivi al virus HIV (il tutto perchè non regolamentato). Io sono a favore purché con regole dettate dallo stato!». Tutti d’accordo: case chiuse e nuove entrate per lo Stato. Quanto all’etica, i grillini sono spesso pragmatici. E il commento più apprezzato è stato questo: «Per quanto riguarda il riferimento al corpo-merce, per me qualunque lavoro si fa c’è una vendita di qualcosa di sè; l’idraulico vende il suo corpo (capacità manuale) e il suo cervello (per riparare ho rinnovare impianti bisogna anche ragionarci) così lo scienziato vende il suo cervello e le sue capacità quindi per me il lavoro della prostituta o prostituto è da equiparare agli altri».


pubblicato da Libero Quotidiano

Ricetta dei grillini per risanare i conti pubblici: riaprire le case chiuse

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