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L’orrore di Brindisi e la fretta di torvare un colpevole hanno avuto un grottesco risvolto. Nell’epoca di Facebook, in cui tutto viene condiviso immediatamente, il controllo delle fonti diventa un particolare in secondo piano. E così, poche ore prima che La Stampa diffondesse il fotogramma del probabile attentatore della scuola, su Facebook circolava un’altra immagine diffusa da una radio sul web, Radiocorsara.

Un falso – Lo scatto ritraeva l’uomo con un cappello, occhiali scuri, all’interno di un negozio di abiti, era corredata in basso a sinistra dalla scritta ANSA, l’agenzia di stampa. Ma si trattava di un falso: l’identikit è completamente diverso. L’immagine, però, è stata ugualmente pubblicata sulla pagina Facebook della radio e a velocità supersonica ha invaso la rete. Alla fine si contavano più di 5mila condivisioni e centinaia di commenti con insulti alla persona ritratta, un falso attentatore.

Finto attentato – Circa un’ora dopo la pubblicazione, Radiocorsara ha dovuto fare marcia indietro e cancellare in fretta e furia l’immagine, che era uno scatto preso dall’Evening Standard, un tabloid inglese. La fotografia riguardava un “finto attentato” a Canterbury che risaliva allo scorso novembre. Qualche buontempone ha ingannato la webradio, che era convinta di avere in mano uno scoop.


pubblicato da Libero Quotidiano

Su Facebook circolava la foto del falso attentatore

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