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“La sua unica miscela di humour aggressivo sostenute da statistiche e ricerche giuste quanto basta, ne fa un’interlocutore credibile sul sistema politico italiano”. Il giudizio lusinghiero è diretto a Beppe Grillo, l’estensore di queste righe, invece, è niente meno che Ronald Spogli. Proprio così, l’ex-ambasciatore Usa in Italia, in un rapporto inviato all’allora segretario di stato statunitense, Condoleeza Rice, a cui spiega in poche pagine i motivi per cui, a suo parere, il comico genovese sia degno di considerazione.

“Comico eccentrico” – Il documento, reso noto da Maurizio Molinari e Paolo Matreolilli su La Stampa, risale al 4 aprile del 2008 e inizia con una descrizione di Grillo, definito “come un comico divenuto attivista, un eccentrico che si appella agli oppressi d’Italia e così riesce a portare nelle piazze centinaia di migliaia di persone per protestare conto l’ordine costituito”, per poi aggiungere che “i suoi commenti risaltano con quelli dei nostri interlocutori internazionali, su economia, politica e in particolare sulla corruzione”. Una bocciatura netta, seppur implicita, dell’intera classe politica italiana e, nello specifico, del centrosinistra, fino a qualche mese prima al governo.

“Politici corrotti” – Il tema centrale delle 5 pagine di documento è la corruzione, riguardo cui si sprecano i paragoni, per antitesi, tra Beppe Grillo e gli “interlocutori tradizionali”, ossia i politici. Il comico genovese, scrive Spogli, è capace di “galvanizzare una parte dell’opinione pubblica in genere silenziosa, convogliando la rabbia italiana verso la corruzione governativa più radicata e l’incapacità delle elites di migliorare le condizioni del Paese”. L’ambasciatore sembra particolarmente impressionato dal fatto che Grillo “descrive la corruzione come una procedura standard nell’attuale cultura politica italiana, ai suoi occhi politici di destra e di sinistra vogliono solo mantenere il potere, sono troppo vecchi e carenti di visione”. Secondo l’ex-ambasciatore, la corruzione è la ratio ultima dell’opposizione del comico genovese alle grandi opere infrastrutturali come “energia nucleare, rigassificatori e inceneritori, perché sarebbero tutti progetti destinati a enormi perdite di fondi pubblici a vantaggio corruzione, mafia o entrambe”. Su questi temi specifici, il giudizio di Spogli è però più sfumato, scrivendo, riguardo l’atteggiamento di Grillo, “Luddista, progressista o entrambi?”.

“Come Mani Pulite” – Ricorrente e non poteva essere altrimenti, l’analogia con Tangentopoli, che lascia intendere come gli americani intravedano nelle battaglie di Beppe Grillo un forte nesso con quelle del pool di Mani Pulite: allora, si ricorderà, l’interesse degli americani per le indagini in Italia sulla corruzione, li portò ad invitare negli Usa Antonio Di Pietro, con accuse, ex-post, d’interferenze americane nelle indagini di dell’ex-pm di Mani Pulite e compagni. Gli ultimi paragrafi sono dedicati ad internet e alla sua lenta diffusione in Italia, all’uso che Beppe Grillo ne fa, soprattutto riguardo la trasparenza e la corruzione, e alla ritrosia dei principali canali televisivi ad averlo ospite nei lor programmi. Il giudizio finale risulta abbastanza realistico e condivisibile: “Alcune delle sue idee sono utopiche e irrealistiche, ma nonostante le incoerenze della sua filosofia politica, la sua prospettiva da voce ad una parte di opinione pubblica che non trova espressione altrove”, ovvero, per dirla in termini attuali, Grillo è un catalizzatore del voto di protesta.


pubblicato da Libero Quotidiano

Usa, l'ex-ambasciatore in Italia: "Grillo un'interlocutore credibile, attira il voto di protesta"

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