A Barcellona la Rianimazione fantasma. I letti ci sono il reparto no

A Barcellona la Rianimazione fantasma. I letti ci sono, il reparto no

La Republica News
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Da quasi otto mesi, all’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, ci sono tutte le attrezzature per aprire un reparto di Rianimazione. Così come previsto dal piano regionale di marzo, che prevedeva addirittura dieci posti di terapia intensiva. Ma il reparto non c’è. Però l’Asp 5 di Messina continua a pagare il noleggio dei letti speciali, fino ad oggi sarebbero costati circa 390 mila euro. E in un deposito, accanto al Blocco operatorio, ci sono 43 monitor super accessoriati che restano negli scatoloni. Insomma, un grande spreco. Mentre l’ospedale Covid di Barcellona senza Rianimazione riesce a fare ben poco, appena c’è una piccola complicazione i pazienti devono essere trasferiti al Policlinico di Messina.Che succede a Barcellona? Perché otto mesi non sono bastati per sistemare una Rianimazione annunciata con tanta enfasi dalla politica locale? A marzo, i lavori di adeguamento dell’ex Chirurgia sembravano essere iniziati di gran lena. Ma si sono interrotti quasi subito. Intanto, però, le apparecchiature continuavano ad arrivare, anche grazie alla Protezione civile. A settembre, poi, il nuovo piano ha previsto non più dieci, ma due posti di Rianimazione. Così spiegano all’assessorato regionale Sanità.
Eppure, il 14 settembre, l’ufficio tecnico dell’Asp di Messina scriveva al Dipartimento Pianificazione strategica dell’assessorato spiegando che a giugno l’azienda sanitaria aveva «ottenuto le risorse finanziarie finalizzate all’incremento dei posti letto, con decreto assessoriale numero 550 del 19 giugno». Per l’ospedale di Barcellona si dava conto di un progetto per realizzare «sei posti letti di terapia intensiva più quattro posti di terapia sub-intensiva. Importo dei lavori, 585.191,23 euro. Importo per attrezzature, 875.094 mila euro. Iva, 251.039 mila euro. Totale, un milione 711.325 mila euro». Se, adesso, i posti da realizzare non sono più dieci, ma due, dove sono state destinate le risorse messe a disposizione dalla Regione? Domande su domande.Abbiamo cercato il direttore generale dell’Asp 5, Paolo La Paglia, per chiedere un chiarimento. Ma ieri ci è stato detto che non era in ufficio. A Barcellona, un gruppo di cittadini ha creato un comitato per l’ospedale: «Ci sono gravi carenze di personale», denunciano. Gli anestesisti sono solo sei, insufficienti anche ad assicurare il turno di guardia. Il sindacato insorge: «È un ospedale privo di specialistiche importanti per essere qualificato come Covid hospital», dice Paolo Calabrò, vice coordinatore provinciale “Uil fpl area medica”, è l’ex direttore del pronto soccorso che a giugno all’improvviso è stato rimosso, nonostante avesse il massimo delle valutazioni. «Dei 10 posti in un primo tempo previsti di terapia intensiva forse saranno resi funzionanti solamente due, entro il 30 novembre — dice — e non si sa come, considerata la grave carenza di anestesisti». I problemi sono anche altri: «Ad esempio, la Cardiologia, specialistica in atto non coperta, fino a qualche giorno fa solo parzialmente. Tutto questo — prosegue  il sindacalista — è il risultano di evidenti responsabilità gestionali».Questa è una storia che continua a riservare colpi di scena. Dove sono stati sistemati gli unici due posti di terapia intensiva? Non certo nel reparto “virtuale”, al secondo piano, perché i lavori di adeguamento non sono stati mai fatti. I due posti sono adesso in una delle due sale operatorie. L’ennesima beffa dell’ospedale di Barcellona.


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