A nozze per una targa dauto lultimo trucco degli automobilisti cinesi

A nozze per una targa d’auto: l’ultimo trucco degli automobilisti cinesi

La Republica News
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NANCHINO – La signora Bai, 26 anni, si è sposata la bellezza di 28 volte in tre anni. La signora Li, 37 anni, la insegue non troppo lontano, a quota 17. Le loro unioni non durano molto, ma la signora Bai e la signora Li hanno una dote, nel senso coniugale della parola, che tutti i cinesi desiderano: una targa d’automobile. Nelle grandi metropoli del Dragone, ormai da anni, le autorità le distribuiscono con il contagocce, per provare a contenere un traffico e un inquinamento saliti ben oltre i livelli di guardia. E visto che la strada legale è sbarrata, gli aspiranti autisti cercano alternative.Un mercato grigio, prendere la licenza in affitto. O uno nero, i finti matrimoni: si cerca una persona dell’altro sesso dotata del prezioso oggetto, magari con l’aiuto di un mediatore, si convola a nozze, si registra il passaggio della placca metallica e il gioco è fatto. Non resta che divorziare.
Raggiri ben noti, di cui però le autorità cinesi sembrano avere abbastanza. Specie quelle di Pechino, città dove la lotteria per ottenere legalmente la targa è tra le più disperate, un premio estratto a sorte ogni 3mila partecipanti, e quindi il mercato nero più sviluppato. Oggi la polizia della capitale ha annunciato una maxi retata contro i truffatori: 166 persone sono state arrestate nel giro di una settimana per traffico di licenze, gran parte delle quali per matrimoni falsi. Tra di loro, anche le pluri-divorziate signore Bai e Li. Il costo di uno di questi sposalizi di interesse può arrivare a 25mila dollari per un’auto a benzina e a circa 15mila per un’elettrica, considerato che una targa “verde” è più facile da ottenere.Pugno duro contro i truffatori, nessun contentino per i bravi cittadini. Nonostante l’economia da rilanciare infatti, le autorità non danno segno di voler alleggerire le limitazioni al parco macchine delle grandi città, almeno per le vetture più inquinanti. Anzi. La municipalità di Shanghai, dove il sistema di concessione funziona ad asta, dovrebbe allargare l’area limitata alle sole auto con targa della città, facendo salire ancora la competizione.A Pechino, senza una placca codice jing, cioè “capitale”, non si può circolare all’interno della circonvallazione più esterna. Per chi non vuole o non può aspettare anni, l’alternativa è cercarne una a noleggio. Si tratta di un mercato grigio: in teoria, quando un guidatore supera i limiti di età o muore, la sua targa dovrebbe tornare allo Stato, in pratica le autorità chiudono un occhio e danno la possibilità alla famiglia di affittarla. Il problema è che si tratta di un accordo tra privati, scritto sulla sabbia e temporaneo. Solo il matrimonio garantisce un passaggio irreversibile.Non bisogna stupirsi. In Cina, Paese in cui lo stato civile spesso determina fortune o sfortune, il finto sposalizio è pratica abbastanza diffusa, non solo in ambito automobilistico. L’anno scorso per esempio una famiglia allargata di Lishui, nella provincia dello Zhejiang, ha registrato 23 tra matrimoni e divorzi nell’arco di un mese, con l’obiettivo di far lievitare il risarcimento incassato per la demolizione della casa. In poche ore uno dei componenti della famiglia ha divorziato, risposato l’ex moglie e infine registrato le nozze con una cognata. Furbata censurabile certo, ma anche in quel caso risposta a un problema concreto: la somma che il governo riconosce alle famiglie, quando ne requisisce e demolisce le case in nome dello sviluppo, spesso non basta neppure per comprarsi un mini appartamento. 


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