A scuola in luglio e agosto: ecco il piano dell’estate. Finanziato con 510 milioni

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Visite nei musei, teatro e attività ricreative per i bambini modello centri estivi. Laboratori di coding e robotica, arte e musica, sport, modello summer school o campus, per i più grandi. L’ultima campanella suonerà tra il 5 e il 16 giugno, a seconda delle Regioni. Ma le scuole non chiuderanno. Su base volontaria, per studenti e insegnanti, le attività continueranno da giugno sino a settembre, secondo ciò che deciderà ogni istituto, dalla materna (che già arriva al 30 giugno) alle superiori.

Saranno offerte attività per favorire la socializzazione perduta in questo anno segnato dalla pandemia e da molti mesi in didattica a distanza e per permettere il recupero degli apprendimenti. Il piano dell’estate, già anticipato da Repubblica, è pronto. Oggi parte ufficialmente, dopo la presentazione ai sindacati, con l’uscita dei bandi per le scuole. Le risorse? Complessivamente 510 milioni per buona parte spendibili al Sud, che più soffre nella dispersione scolastica.

“E’ stato un anno difficile per la scuola, che non si è arresa, non si è mai fermata. Ha mostrato tutta la sua capacità di riorganizzarsi e di innovare grazie soprattutto alla responsabilità dei nostri insegnanti e dei dirigenti scolastici – dichiara il ministro all’istruzione Patrizio Bianchi – La pandemia però ha scavato le differenze, accresciuto le fragilità. Ecco allora che serve un ponte tra quest’anno e il prossimo, un’occasione perché bambini e ragazzi possano recuperare apprendimenti e socialità. La scuola tornerà al centro della comunità, restituendo spazi di potenziamento delle competenze e di recupero delle relazioni. Lo farà insieme ai territori, alle associazioni, dando vita ai Patti di comunità. È questa la strada per una scuola nuova, accogliente e inclusiva, parte integrante del tessuto sociale e territoriale”.

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Scuola in estate: le risorse

Molto dipenderà ora dalle singole scuole e dall’iniziativa dei presidi che arrivano stremati (docenti compresi) da un anno di stop and go della scuola in presenza. Il pacchetto delle risorse comprende i 150 milioni che provengono dal Decreto Sostegni e che saranno distribuiti sulla base del numero di alunni tramite decreto ministeriale: si tratta in media di 18mila euro ad ogni istituto. A queste risorse si aggiungono altri 320 milioni dai Pon (programmi operativi nazionali) per l’istruzione: risorse europee che verranno messe a bando, utilizzabili soprattutto nelle aree con maggiori disuguaglianze economiche e sociali.

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I fondi, di cui circa il 70% è destinato alle regioni del Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia), sono utilizzabili sino al 2022, nella “logica di un piano di trasformazione che partirà dall’estate e proseguirà durante il prossimo anno scolastico”, spiegano dal ministero. A questi progetti potranno partecipare anche le scuole paritarie e i Centri per l’istruzione degli adulti. Altri 40 milioni deriveranno dal fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa e il contrasto della povertà educativa.

Scuola in estate: la nota del ministero

Qui trovate la nota del ministero all’Istruzione che contine e anche le istruzioni su come accedere ai bandi e su come costruire i progetti per l’estate .

Scuola in estate: le attività

Il piano dell’estate non ha nulla a che vedere con i debiti da recuperare. Chi sarà promosso con insufficienze seguirà i percorsi già previsti – corsi di recupero ed esame a settembre – e che l’anno scorso saltarono per la decisione di promuovere tutti all’anno successivo. Fu il premier Mario Draghi a parlare ancora prima dell’incarico, nel giro di consultazioni, della necessità di allungare il calendario scolastico. Scoppiò immediata la polemica. E in effetti non sarà così, il calendario scolastico non si tocca, le lezioni finiranno a giugno. Le attività estive si aggiungono e sono extra, coinvolgeranno gli insegnanti solo su base volontaria, pagati dalle scuole, si avvarranno soprattutto di educatori e realtà del terzo settore.

Una road map è fissata da viale Trastevere secondo quel modello di Patti di comunità che Bianchi, allora presidente della commissione per la riapertura della scuola voluta dall’ex ministra Lucia Azzolina, aveva già delineato a maggio 2020. Ma che finora non si sono mai realizzati, se non in rare eccezioni. Il progetto delineato ora esce anche dal confronto nel Comitato tecnico istituito dal ministro sui tempi e luoghi dell’apprendimento.

Tra i componenti il maestro Franco Lorenzoni che aveva già dichiarato: “Le ragazze e i ragazzi hanno bisogno soprattutto di occasioni di incontro ad alta densità educativa, anche per fare tesoro dell’incredibile esperienza che stanno vivendo in questi mesi. L’idea è quella di aprire gli istituti proponendo attività artistiche, sportive e musicali, coinvolgendo anche i teatri, le biblioteche, tutte le realtà di un territorio. Ma non vorrei essere frainteso su un punto importante: la scuola pubblica rimane al centro, non si vuole privatizzare l’educazione cominciando dall’estate”.

Un piano atteso dalle scuole perchè i tempi sono stretti, anche per presentare progetti. Ci sono Regioni, come la Liguria, il Lazio e l’Emilia-Romagna, già pronte alla scuola in estate a partire su modelli già sperimentati e che ben conosce l’attuale capo di Dipartimento Stefano Versari. Ci sono scuole che si sono portate avanti. A Firenze il Liceo classico Galileo sta progettando un mese di teatro all’aperto, al Linguistico Peano si pensa a laboratori di recitazione in Inglese. L’Istituto tecnico per il turismo Marco Polo sta organizzando luglio insieme agli studenti corsi di fotografia, cinema, scrittura, musica. A Bologna sono già ventisei gli istituti che hanno aderito, tra medie e superiori, rispetto ai quattordici  dell’estate pre-Covid.

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A giugno si prevedono corsi di rinforzo e potenziamento degli apprendimenti, con attività laboratoriali, scuola all’aperto, studio di gruppo. In luglio e agosto prevarranno attività di aggregazione e socializzazione. Ci saranno moduli e laboratori di educazione motoria e gioco didattico, canto, musica, arte, scrittura creativa, educazione alla cittadinanza, debate di filosofia, educazione alla sostenibilità, all’imprenditorialità. Ma anche potenziamento della lingua italiana e della scrittura, delle competenze scientifiche e digitali (coding, media education, robotica). Le attività potranno svolgersi dentro la scuola oppure in spazi come teatri, cinema, musei, biblioteche, parchi e centri sportivi.

A settembre, prima dell’avvio del nuovo anno scolastico, si suggeriscono alle scuole attività di accoglienza e accompagnamento al rientro che si spera avvenga in presenza.

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