Accanto al Covid è tornata l’influenza. Colpiti soprattutto i bambini

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Un anno fa di questi tempi tremavamo per la doppia epidemia: Covid e influenza insieme. Il secondo virus però, a sorpresa, non si è mai presentato. Oggi invece accanto a una rimonta del coronavirus sono tornati anche i malanni di stagione, con quella che l’Istituto superiore di sanità (Iss) nel suo rapporto Influnet definisce una “brusca partenza della curva delle sindromi simil-influenzali”. L’incidenza è piuttosto alta per il periodo: 4,5 casi ogni mille assistiti, secondo il rapporto uscito oggi, e con il Nord leggermente più colpito del Sud. “Questo rischia di spiazzarci, perché la campagna di vaccinazione contro l’influenza non è ancora a pieno regime” spiega Massimo Andreoni, infettivologo del Policlinico di Tor Vergata. “Sarebbe bello che raggiungessimo i livelli di vaccinazione ottenuti l’anno scorso, ma il ritmo stavolta sembra più blando. Sarà meglio che continuiamo a indossare le mascherine. Per fortuna al momento non vediamo casi gravi nei nostri ospedali”. In una stagione media, di influenza possono ammalarsi 10 milioni di persone, con 8mila vittime.

Il rapporto Influnet di oggi 

A contagiarsi oggi sono i bambini più che gli adulti. In età pediatrica l’incidenza, sempre secondo Influnet, è arrivata a 17,9 casi ogni mille assistiti. “In questo momento non si tratta quasi mai di influenza vera e propria. A circolare sono soprattutto altri virus respiratori, il più grave dei quali è il virus respiratorio sinciziale” spiega Antonino Bella, ricercatore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss e coordinatore della rete di monitoraggio di Influnet. Si tratta di un’infezione che nei piccoli al di sotto di un anno può causare una grave bronchiolite. La stagione, per ragioni poco chiare, quest’anno è partita con una fiammata e con un paio di mesi di anticipo rispetto alla norma. Il fenomeno è stato osservato anche in altri Paesi europei e, durante lo scorso inverno australe, anche nell’emisfero sud.

Il Covid è in ritirata, tornano gli altri virus respiratori. Ondata di ricoveri fra i bambini

“L’osservazione epidemiologica, quella che si basa sui sintomi, vede già una stagione piuttosto attiva” conferma Bella. “Quella virologica, che si basa invece sull’isolamento dei virus, non dà segni di anomalia. I virus dell’influenza che abbiamo trovato finora in modo sporadico sono quelli che ci attendevamo e che sono coperti dai vaccini. Si tratta soprattutto del virus di tipo A, ceppo H3N2, simile a quello dell’inverno prima del Covid”. L’anno scorso non avvenne neanche un isolamento. Se la prossima stagione sarà aggressiva o no è presto per dirlo. “L’anno scorso siamo stati liberi dall’influenza soprattutto grazie alle misure di igiene, alle mascherine e al distanziamento. Anche quest’anno molto dipenderà dai comportamenti individuali. A ogni nuova ondata del virus in genere corrisponde un rafforzamento della nostra attenzione” secondo l’infettivologo dell’Iss.

Aumentano i casi di parainfluenza soprattutto fra i bambini. I medici: “E’ meglio tenere sempre le mascherine”

Influenza, simil-influenza o Covid: distinguere i sintomi per fare una diagnosi resta un rebus. “La perdita di gusto e olfatto, anche se più raramente, può avvenire con l’influenza” spiega Andreoni. Esistono test rapidi in grado di valutare contemporaneamente i diversi tipi di virus, ma per il momento non sono disponibili in farmacia. Arriveranno. La strada consigliata dai medici resta quella del vaccino. Un ultimo studio su Lancet ha osservato di recente che somministrare l’anti-influenzale e il vaccino contro il Covid contemporaneamente – nella stessa seduta ma su due braccia e con due iniezioni diverse – non causa problemi di sicurezza, né inficia la robustezza della risposta immunitaria.

Il consiglio di immunizzarsi vale anche per i bambini (solo contro l’influenza, al di sotto dei 12 anni). Per loro spesso si usa uno spray al posto dell’iniezione. “I virus respiratori in questo momento stanno correndo e non ci aspettiamo che il virus dell’influenza, quando arriverà, possa essere più clemente. Quindi facciamo trovare i bambini pronti a difendersi. Vacciniamoli adesso” consiglia Elena Bozzola, medico della Società italiana di pediatria.

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