Addio a Emanuele Macaluso il combattente che si ricordava tutto lultimo saluto nel giorno del centenario del Pci

Addio a Emanuele Macaluso, il combattente “che si ricordava tutto”: l’ultimo saluto nel giorno del centenario del Pci

La Republica News
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“Parlare con Emanuele Macaluso era come andare a prendere l’acqua al pozzo”, lo ricorda il ministro Giuseppe Provenzano. “Non dimenticava nulla, perciò è impossibile dimenticarlo”. È come se un regista invisibile avesse previsto tutto questo: i funerali laici nel giorno del centenario del Pci, a cui Macaluso, morto lunedì a 96 anni, aveva consacrato tutta la vita.

La cerimonia si tiene laddove tutto è cominciato: nel piazzale antistante la sede del Cgil, il sindacato era stata la sua grande scuola, forgiatosi nelle lotte contadine degli anni Quaranta. Sono venuti in tanti, a stringersi attorno alla moglie Enza e al figlio Antonio, e ai tanti nipoti, uno si chiama come lui: Emanuele Macaluso. I compagni di una volta sono come spaesati: D’Alema e Fassino, Angius e Folena, il senatore Zanda, Bersani e Zingaretti, il vice del Pd Orlando, e poi Sergio Staino e il regista Tornatore, e vecchi democristiani come Casini. Provenzano si commuove si spesso. Macaluso è stato un maestro, per l’inquietudine che con cui guardava alle cose, per il suo essere contraddittorio, con lampi d’intelligenza oggi sempre più rari. È stato sempre garantista, perché, come dice Provenzano, e poteva permetterselo in quanto era stato un campione dell’antimafia, quella vera non quella parolaia. Non amava questo governo, non aveva aderito al Pd, alla fine, immalinconito dal Covid, aveva scritto sempre meno, “e scrivere è sempre un atto di ottimismo”.

Marcelle Padovani, la grande giornalista biografa di Sciascia e Falcone, ne ha ricordato la curiosità da debuttante, “si ricordava tutto”. E Aldo Tortotella, lo storico dirigente del Pci, ha detto che Macaluso è stato un combattente di enorme umanità, e non sempre le due cose coincidono. Il leader Cgil Maurizio Landini ha detto che Macaluso ha fatto della questione sociale la stella popolare, gli interessavano i destini delle persone, “senza non c’è sinistra”. E ha aggiunto: “Ora le tue idee cammineranno sulle nostre gambe”. Poi Macaluso ha affrontato l’ultimo viaggio. Riposerà al Verano, nel mausoleo del Pci, accanto al suo maestro Togliatti. Finisce una storia enorme che ha attraversato il Novecento, e adesso Macaluso è passato dallo zolfo delle prime lotte per i minatori alle stelle.



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