Addio ai motori tradizionali per le auto, accordo alla VM di Cento per gestire la transizione

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TORINO – Dopo una lunga trattativa sindacati metalmeccanici e Stellantis hanno trovato un accordo sulla VM di Cento, in provincia di Ferrara. Si tratta del primo sito che deve cambiare tipo di produzione e cessare quella legati ai motori tradizionali per auto. Strada che nei prossimi anni, ancora di più dopo la conferma dello stop alle vendita di auto nuove alimentate a benzina e diesel dal 2035 in Europa, dovranno imboccare anche altri stabilimenti dedicati alle meccaniche e imprese della componentistica. Cento è stata quindi una sorta di laboratorio per vedere come affrontare la riorganizzazione delle attività e del personale, riducendo al minimo gli impatti sociali. E per i sindacati l’operazione è riuscita. “Risultato positivo”, dice Ferdinando Uliano, responsabile del settore auto della Fim-Cisl. 

L’intesa permette di non chiudere il sito storico e di mantenere un importante presidio industriale nella produzione di motori nel campo industriale e marino per circa 400 occupati. Si mantiene così anche un’area di ricerca e sviluppo e risorse necessarie per incrementare ulteriori applicazioni e tecnologie. L’area del motore diesel V6 per il mercato americano che terminerà la produzione nel corso della prima parte del 2023. L’accordo ha individuato delle soluzioni su base volontaria, per i lavoratori interessati al trasferimento nello stabilimento di Maserati di Modena, dove si costruirà un nuovo impianto di verniciatura all’avanguardia. Dovrebbero essere circa 140 addetti. E’ stato previsto un contributo per compensare le spese di natura logistica: l’azienda riconoscerà un contributo forfettario che oscilla dai 7.500 ai 15.000 euro.

Previsti anche incentivi, volontari, per l’uscita o per accompagnare al pensionamento fino a 48 mesi. Per la ricollocazione esterna il gruppo Stellantis, partecipato da Exor che controlla anche Repubblica attraverso Gedi, mette sul tavolo anche lo strumento dell’active-placement già sperimentato in altri accordi del gruppo Stellantis: in pratica la ricerca di un nuovo posto di lavoro prima che l’interessato lasci la vecchia azienda, così da non avere effetti negativi rispetto al reddito. “E’ la prima volta che in una fabbrica di motori affrontiamo le ripercussioni in termini industriali e occupazionali del processo di transizione ecologica verso l’elettrico – aggiunge Uliano – che sta investendo il settore dell’automotive”.

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