Afghanistan, bombardamenti in Panshir. Fonti talebane confermano: Baradar capo del governo

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Il cofondatore dei talebani, il mullah Abdul Ghani Baradar, sarà a capo del nuovo governo in Afghanistan. Lo confermanto fonti autorevoli talebane a Reuters. “Tutti i leader sono a Kabul – ha detto l’autorità all’agenzia di stampa britannica – La formazione è in via di completamento”.

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Baradar è il leader dell’Afghanistan

Il mullah Abdul Ghani Baradar, a capo dell’ufficio politico dei talebani, negoziatore dei colloqui a Doha in Qatar, guiderà il nuovo governo afghano. Il mullah Mohammad Yaqoob, figlio del Mullah Omar, e Sher Mohammad Abbas Stanekzai avranno posizioni di rilievo nell’esecutivo.

La resistenza nel Panshir

L’annuncio arriva nel pieno della battaglia in Panshir, tra forze talebane e resistenza guidata da Ahmad Massud. Migliaia di combattenti anti-talebani, milizie locali e quello che rimane dell’esercito afghano, si sono riuniti nella valle a nord del Paese per combattere gli studenti coranici. Le negoziazioni, volute dai talebani, non hanno portato a nulla, con accuse da entrambe le parti di non avere intenzione di sedersi al tavolo. Sono in corso pesanti bombardamenti, riportano fonti locali.

La crisi umanitaria

La legittimità del governo agli occhi dei donatori e degli investitori internazionali sarà cruciale per un’economia alle prese con la siccità e le devastazioni di un conflitto che ha ucciso circa 240mila afghani. I gruppi umanitari hanno avvertito della catastrofe imminente e l’economia, dipendente per anni da molti milioni di dollari di aiuti esteri, è vicina al collasso. Molti afghani stavano già lottando per sfamare le loro famiglie durante una grave siccità, prima che i talebani prendessero il potere. L’amministrazione Biden non ha intenzione di rilasciare i miliardi in oro afghano, gli investimenti e le riserve di valuta estera, parcheggiate negli Stati Uniti e congelati dopo la caduta di Kabul.

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L’Onu riprende i voli

Le Nazioni Unite hanno ripreso i voli umanitari verso il nord e il sud dell’Afghanistan, dopo l’ingresso dei talebani a Kabul.
Il servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite sta ora operando voli “per consentire a 160 organizzazioni umanitarie di continuare le loro attività di salvataggio nelle province dell’Afghanistan”, ha detto ai giornalisti il portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric. I voli collegano la capitale pakistana Islamabad con la città di Mazar-i-Sharif nel nord dell’Afghanistan e con Kandahar nel sud. Tre voli sono già atterrati a Mazar-i-Sharif dal 29 agosto. Il servizio aereo umanitario delle Nazioni Unite è gestito dal Programma alimentare mondiale.

Colloqui Pechino-Kabul: “Vogliamo cooperare con la Cina”

I talebani non consentiranno a nessuna forza di utilizzare il territorio afghano per minacciare gli interessi della Cina, e adotteranno misure per garantire la sicurezza delle agenzie e del personale cinese in Afghanistan. Lo ha dichiarato Abdul Salam Hanafi, vicecapo dell’Ufficio politico dei talebani, nel corso di un colloquio telefonico con il viceministro degli Esteri cinese Wu Jianghao. “La Cina ha sempre rispettato la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Afghanistan e ha perseguito una politica amichevole nei confronti del popolo afghano”, ha replicato Wu. Nel corso della conversazione telefonica Hanafi ha riconosciuto l’importanza dell’iniziativa della Nuova via della seta (Belt and road initiative, Bri) per lo sviluppo e la prosperità dell’Afghanistan, ed ha aggiunto che i talebani intendono sostenere e partecipare ulteriormente alla cooperazione con Pechino, definito un “amico fidato dell’Afghanistan”.

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