Afghanistan, Salvini ci ripensa: “Corridoi umanitari per donne e bambini, no all’ingresso di migliaia di uomini”

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“Afghanistan: corridoi umanitari per donne e bambini in pericolo certamente sì. Porte aperte per migliaia di uomini, fra cui potenziali terroristi, assolutamente no”. Matteo Salvini, trovandosi isolato in maggioranza a sostenere la chiusura all’accoglienza ai profughi afghani, oggi attenua la sua posizione e fa una parziale retromarcia. Precisando che il soccorso va prestato solo a donne e bambini. No dunque a un ingresso indiscriminato di migliaia di uomini, fra cui potrebbero nascondersi terroristi. Salvini intervendo poi al “Caffè della Versiliana” a Marina di Pietrasanta ha fatto sapere che domani avrà “un colloquio telefonico con l’ambasciatore del Pakistan. Poi sentiro’ quello russo, quello turco e quello cinese. Non vedo perchèse c’è’ un Paese da ricostruire dobbiamo lasciare campo libero alle imprese turche, russe e cinesi”.

Alcuni sindaci leghisti, tra cui quello di Ferrara, si sono peraltro subito distaccati dalla linea del leader, dichiarandosi pronti ad accogliere i rifugiati.

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Sempre sul fronte del centrodestra, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si inserisce nella scia di chi pensa si necessario aiutare gli afghani, ma non in Italia, sostiene, bensì in altri Paesi. “Come ha già sostenuto anche la cancelliera tedesca Merkel – dice – crediamo che la prima cosa da fare sia sostenere gli Stati confinanti con l’Afghanistan per aiutarli ad accogliere i profughi. Per questo la Ue e l’Occidente stanzino subito un importante piano di aiuti”. Nessun profugo in Italia, quindi, ma in qualche altro Paese sì. “Poi certo – aggiunge Meloni – in casi particolari servono anche ponti aerei in favore di coloro che ci hanno aiutato in questi anni, come gli interpreti, chi ha collaborato con la nostra missione e le donne e i bambini in pericolo di vita. In questo caso – prosegue la leader di FdI – anche l’Italia, e l’Europa, possono fare la loro parte, ma ancora prima crediamo che a farsi maggiormente carico delle conseguenze, anche umanitarie, di questo disastro politico e militare debba essere l’amministrazione Usa”.

Sul suo blog intanto la ministra di Forza Italia per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini sostiene la necessità  per l’Ue di trovare una linea comune  per gestire l’emergenza: “L’Europa deve parlare con una voce sola a difesa dei diritti umani e dovrà essere in prima linea, per fronteggiare la crisi geopolitica e umanitaria, il cui impatto si riverserà ben presto sulle aree circostanti”.

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Il segretario del Pd Enrico Letta ribadisce l’impegno del suo partito nel prestare aiuto, mentre è in corso la segreteria dem convocata proprio sull’Afghanistan. E scrive su Twitter “Sottoscrizione per aiutare le ong che rimangono a Kabul, iniziative per l’accoglienza dei rifugiati che arrivano dall’Afganisthan, gemellaggi, mobilitazione per sostenere le donne afgane. Il PD oggi decide aiuti concreti per la società afgana che non vuole tornare indietro”.

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